Una presenza importante per la rassegna “Luce sui Parchi”, nell’Arena Epizefiri del Parco Archeologico di Locri: Carmen Consoli, cantautrice e chitarrista catanese che ha portato in scena “Tra mito e follia”, regalando una serata sospesa tra mito e presente. Ad aprire lo spettacolo Γ¨ l’attrice Francesca Ritrovato con un monologo che restituisce centralitΓ alla voce delle donne, raccontando la storia di una donna rinchiusa in manicomio per aver fatto l’amore con un uomo, quando questo era considerato una vergogna. Una scelta che ha introdotto, ancora prima delle prime note, al filo conduttore della serata: la voce femminile, il suo silenzio imposto, la sua rivendicazione.

Dagli esordi nei primi anni ’90 Carmen ha costruito un percorso artistico che fonde rock e cantautorato con elementi della tradizione popolare siciliana, spesso innestando il dialetto e facendo riferimento alla cultura mediterranea nei suoi testi. Non si ferma alla tradizione popolare, ma va oltre, fino all’antichitΓ , riprendendo i miti dell’antica Grecia e le lingue classiche, il greco e il latino. Un legame che emerge giΓ in brani come βParole di burroβ, dove reinterpreta in chiave moderna la figura di Narciso. Si Γ¨ innamorata della mitologia da bambina, grazie ai racconti del padre, e questa ereditΓ l’ha restituita intatta sul palco. Per lei i miti sono insegnamenti: quello di Orfeo, raccontato nell’omonimo brano tratto da βStato di necessitΓ β, lo reinterpreta senza il finale tragico del mito originale, immaginando che l’amore possa riportare alla luce chi si sente solo, un segno di speranza che ha voluto trasmettere. Il mito racconta anche l’amore sofferto, come quello del ciclope Polifemo per Galatea, che nella versione teocritea di GalΓ‘teia (e in chiave ovidiana in Bonsai #3) preferisce il giovane Aci, ucciso per gelosia e trasformato in un fiume: proprio a questo serviva il mito, ci ha ricordato, a spiegare tutti gli avvenimenti del mondo.

Non sono mancati i momenti piΓΉ intimi e autobiografici. In βFiori d’arancioβ col quale ha ripercorso il giorno di un matrimonio, ma non come ricordo felice: la canzone Γ¨ la metafora di un abbandono, di uno sposo che non arriva mai all’altare. Nel brano βIn bianco e neroβ, invece, ci ha aperto il rapporto complesso con la madre, due donne troppo diverse e troppo simili allo stesso tempo, restituendo un ritratto familiare fatto di distanze e vicinanze mai risolte del tutto.
Carmen tiene molto alla figura di Odisseo, perchΓ© Γ¨ colui che non vuole tornare a casa ma conoscere: Γ¨ proprio la conoscenza a caratterizzare noi esseri umani, e i suoi brani non ci offrono risposte ma ci pongono domande come in βEco di sireneβ, dove il richiamo omerico diventa metafora del viaggio interiore. Il viaggio interiore non si chiude mai in una veritΓ definitiva ma ognuno ha la sua.
Ha ricordato quanto sia importante il mare, che custodisce i beni piΓΉ preziosi. Lo amiamo come “L’amore necessario,” e i romani chiamavano il Mediterraneo Mare Nostrum ma adesso rischia di diventare Mostrum, se non fosse che tra noi ci sono sempre persone pronte a tendere una mano.
Carmen Γ¨ mito, Γ¨ antichitΓ , Γ¨ modernitΓ , ed Γ¨ ricerca della bellezza, come in Eraclito, ritroviamo questo in tutti i suoi brani, storici e recenti, da βSai benissimoβ a βUltimo bacioβ.
Ieri sera le sue canzoni sono echeggiate dall’antichitΓ fino ai tempi nostri e tutto il pubblico li ha cantati come un’unica collettivitΓ , tutti insieme, su “Amore di plastica” che parla di un amore finto che non le appartiene, insegnandoci a non accontentarci ma a scegliere quello che vogliamo veramente.
Carmen ha fatto viaggiare in questo mondo, ha ricordato che l’antichitΓ e i ricordi fanno parte di tutti noi e che bisogna essere protagonisti della nostra vita.

Artista e cantautrice specializzata nello studio e nella rielaborazione della musica popolare. Voce e percussionista (tamburi a cornice) del gruppo Ethnoclassic, affianca all’attivitΓ concertistica una formazione accademica rigorosa e un’intensa attivitΓ laboratoriale.
Iscritta al Dipartimento Musiche del Mediterraneo presso il Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, con specializzazione in chitarra battente. Soprano nel coro Collegium Musicum Almae Matris dell’UniversitΓ di Bologna. Esibizioni al Roccella Jazz Festival (2019) e partecipazioni sul palco del Kaulonia Tarantella Festival. Esibizione al Teatro del CasinΓ² durante il Festival di Sanremo 2020 e partecipazione a Casa Sanremo 2025. Collaborazioni Artistiche: al World Music quali Eugenio Bennato, Mimmo Cavallaro, Daniele Sepe e Otello Profazio (Saga del Cantastorie).
