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In fondo, ribelle lo è sempre stata: da oltre cinquant’anni e la sua voce graffiante non ha mai chiesto permesso a nessuno, e nemmeno in questa occasione si è smentita. Loredana Bertè nell’Arena Epizefiri del parco archeologico di Locri, ieri sera per la seconda serata di “Luce sui Parchi”, ha incantato le migliaia di spettatori con il suo “Tour Ribelle”.
Nata da madre di Bagnara Calabra e padre di Villa San Giovanni, Loredana porta la Calabria dentro, nella sua personalità forte e diretta quanto la sua terra. E proprio a Locri, in un luogo così legato alle sue origini, si è sentita a casa: lo spettacolo che ha regalato non è stato soltanto la sua voce, ma anche l’energia che le è tornata dalla platea, che ha ballato e cantato fino all’ultimo brano.

In mezzo secolo di carriera, Loredana non ha mai smesso di reinventarsi restando sempre se stessa. Il suo percorso è nato accanto alla sorella Mia Martini, si è nutrito delle parole di autori come Mango, Fossati e Curreri, e negli anni più recenti si è aperto a incontri nuovi, da Ornella Vanoni a Emma, dai Boomdabash agli Eiffel 65, fino a J-Ax e Rovazzi. Non è un dettaglio da poco: che un’artista con cinquant’anni di carriera alle spalle riesca a duettare con un gruppo pop elettronico nato negli anni Duemila come gli Eiffel 65, o a tornare in radio insieme ai Boomdabash, dice molto sulla sua capacità di restare attuale senza inseguire le mode. Segno che a cinquant’anni di carriera non ha smesso di crescere: riesce ancora a parlare ai più giovani tanto quanto a chi la ascolta da una vita.

Sul palco di Locri non ha ripercorso solo le canzoni ma anche la sua storia, come quella volta a Sanremo, nel 1986, quando si presentò con un finto pancione, quasi fosse incinta, affiancata da due ballerine anche loro con il pancione, in una coreografia pensata apposta per stupire l’Ariston.
Fu accolta con stupore e qualche polemica, ma per lei quel gesto aveva un senso preciso: rivendicare, ancora oggi con lo stesso orgoglio, che una donna è bella e forte in ogni sua caratteristica, soprattutto quando aspetta un figlio. È in questa fedeltà a se stessa, senza mai tradire il proprio modo di essere, che sta la sua lezione più grande: ognuno ha diritto al proprio modo di essere speciale.
Tra i momenti più emozionanti della serata, l’esibizione insieme alla voce di Ornella Vanoni, registrata per l’occasione: un dialogo a distanza tra due amiche, interpretato con un affetto che andava oltre il palco. Più avanti, Loredana ha fatto accendere le torce dei telefoni di tutto il pubblico, trasformando l’Arena Epizefiri in un cielo di piccole luci.
Loredana ha portato a Locri spensieratezza, dolcezza, allegria, ma soprattutto identità. Da calabrese non si è mai piegata alle idee degli altri, e con il suo timbro inconfondibile ha scritto un pezzo di storia della musica italiana.

Artista e cantautrice specializzata nello studio e nella rielaborazione della musica popolare. Voce e percussionista (tamburi a cornice) del gruppo Ethnoclassic, affianca all’attività concertistica una formazione accademica rigorosa e un’intensa attività laboratoriale.
Iscritta al Dipartimento Musiche del Mediterraneo presso il Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, con specializzazione in chitarra battente. Soprano nel coro Collegium Musicum Almae Matris dell’Università di Bologna. Esibizioni al Roccella Jazz Festival (2019) e partecipazioni sul palco del Kaulonia Tarantella Festival. Esibizione al Teatro del Casinò durante il Festival di Sanremo 2020 e partecipazione a Casa Sanremo 2025. Collaborazioni Artistiche: al World Music quali Eugenio Bennato, Mimmo Cavallaro, Daniele Sepe e Otello Profazio (Saga del Cantastorie).
