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L’iniziativa turistica culturale “Luce sui parchi”, voluta dall’assessore regionale Giovanni Calabrese per la valorizzazione dei siti archeologici della Locride, che sono fonte di storia da custodire e da raccontare, soprattutto alle nuove generazioni, si è aperta con una marea di pubblico al Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri, La presenza diAlessandro Siani ha attirato un pubblico che alla fine dello spettacolo era soddisfatto dell’arte e della bravura dimostrata dall’attore napoletano.

Lo spettacolo è iniziato con la prima caratteristica di Alessandro: la spontaneità. Già il modo di salutare il pubblico, passando tra le persone, è stato un momento emozionante, e il pubblico stesso era in sintonia con lui, rispondendo sul pezzo alle sue battute. A questo si sono aggiunte carezze, sguardi e gesti semplici, mai finti ma sempre sinceri: quel tipo di sincerità che si riconosce subito e che abbatte ogni distanza tra chi sta sul palco e chi è in platea.

Bello anche il modo in cui si muoveva durante i monologhi: non restava fermo in un punto del palco, ma andava tra la gente, coinvolgendo così tutta l’Arena. Ha chiesto di spegnere i telefoni, ma soltanto per una questione di apprezzamento della serata nei confronti degli spettatori, ed infatti possiamo dire che anche questa piccola richiesta ha aiutato nella piacevolezza della serata, restituendo al pubblico la capacità di guardare, ascoltare e vivere il momento senza distrazioni.

Alessandro è partito con i ricordi: le vacanze fatte da bambino in Calabria, il cibo preparato dalla madre, il modo di parlare dei suoi genitori. Sono stati tutti momenti molto teneri, alcuni magari con un po’ di malinconia ma sempre raccontati col sorriso e con l’ironia, caratteristica che secondo il padre era fondamentale per la buona riuscita di un matrimonio, ma che in realtà dovrebbe far parte della vita di tutti noi. Attraverso questi racconti familiari, fatti di piccoli gesti quotidiani più che di grandi eventi, è riuscito a restituire al pubblico un pezzo della propria infanzia, facendo sentire ciascuno un po’ più vicino ai propri ricordi e alle proprie radici.

In tutti i racconti di vita quotidiana è stato capace di metterci un sorriso in ogni battuta: sorrisi naturali che facevano ridere ma che facevano anche riflettere su un modo sano di ridere. Purtroppo non siamo più abituati a momenti come questi, ed invece è proprio la possibilità di ridere che dovrebbe sempre esserci e far parte di ognuno di noi. Possiamo dire quindi che ci ha risvegliato lo spirito leggero che portiamo dentro da tempo, tenuto in letargo sotto il peso dei pensieri e delle preoccupazioni della vita quotidiana.

Un aspetto non meno importante, sempre raccontato con dolcezza e sorriso, è il suo invito ai giovani a tenere sempre accesa la lampada che c’è in ognuno di noi, senza mai spegnerla. Alessandro ricorda che la vita è fuori, e che non bisogna rinchiudersi, ma lasciarsi prendere dall’arcobaleno della vita che deve restare acceso dentro di noi. È un messaggio semplice ma non scontato, soprattutto in un tempo in cui i più giovani rischiano di vivere sempre più chiusi in sé stessi: con leggerezza, ha ricordato loro che il coraggio di aprirsi al mondo è anche il coraggio di continuare a sognare.

Lui, a fine serata, ha cercato di salutare il maggior numero possibile di spettatori, facendosi anche le fotografie con loro.

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