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Dopo esattamente un secolo segnato da fede e devozione la comunità di Ciminà, il 19 settembre, si raccoglie nuovamente intorno alla Madonna Addolorata con un atto di affidamento che sicuramente resterà nella storia del piccolo borgo preaspromontano. Sta per iniziare il cammino di preparazione che porterà la comunità a vivere un momento molto significativo: la solenne incoronazione della statua della Madonna Addolorata opera di Raphael Regio, che si terrà sabato 19 settembre.

A presiedere la celebrazione sarà il Cardinale Dominique Mamberti, una figura molto conosciuta; fu lui, infatti, nella sua qualità di Cardinale protodiacono. La sua presenza a Ciminà conferisce ulteriore solennità all’evento. Quest’ultimo si colloca nel solco di una tradizione ultrasecolare e richiama direttamente la precedente incoronazione, avvenuta nel 1926, quando la venerata immagine della Madonna Addolorata fu incoronata dal Vescovo diocesano Mons. Giovanni Battista Chiappe, insieme al Vescovo di Catanzaro Mons. Giovanni Fiorentino.

A promuovere e organizzare questo importante appuntamento, oltre al parroco mons. Domenico Tropeano, è la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù e di Maria Santissima Addolorata, nonché l’Amministrazione comunale che ha contribuito anche economicamente alla buona riuscita dell’evento.

La devozione dei ciminesi verso la Madonna Addolorata è molto profonda, Maria è stata da sempre invocata nei momenti di difficoltà e di pericolo. Una devozione che non appartiene soltanto alla dimensione delle celebrazioni solenni, ma è entrata nel vissuto quotidiano delle famiglie e nella memoria collettiva di un intero paese. Per esempio in memoria del terremoto del 1908, che colpì duramente la Calabria e la Sicilia, ogni anno, il 28 dicembre, infatti, la comunità di Ciminà si ritrova per celebrare una Santa Messa di ringraziamento per lo scampato pericolo, rinnovando la memoria di quegli eventi e affidando ancora una volta la propria vita alla protezione della Madonna Addolorata. L’immagine di Maria Addolorata, con il suo sguardo segnato dal dolore, parla infatti in modo particolare alla vita concreta delle persone.

L’ ncoronazione non vuole essere, pertanto, la rievocazione di un gesto compiuto un secolo fa ma è soprattutto,  l’atto di fede e di affidamento di un’intera  comunità che riconosce nella Madonna Addolorata la propria Madre e a Lei consegna le proprie speranze, le proprie fragilità, le proprie famiglie e il proprio futuro.

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