Tra le colonne della Villa Romana di Casignana si è chiusa “Luce sui Parchi” nel modo più naturale possibile: con una voce che racconta e una chitarra che risponde. Protagonista Tosca, in compagnia di Tony Canto, in un conversa-concerto costruito sul modello dei salotti portoghesi dove musica e parole sono intrecciate, per raccontarsi ogni sera insieme ad un ospite amico.

La serata si è aperta proprio su una canzone di Tony Canto, scelta come simbolo dell’ unione tra donne capaci di generare accoglienza. Da lì è partito il racconto di Tosca, tornata con tenerezza alla Garbatella della sua infanzia: la grande casa, gli affetti, il bene e il male di un quartiere che resta cucito addosso, insieme a un amore per la romanità mai sopito. Al centro dei ricordi, il padre, colui che la portava a teatro, che le ha regalato gli stimoli giusti al momento giusto e grazie al quale ha conosciuto Gabriella Ferri. Dopo la sua scomparsa, Tosca gli ha dedicato un intero disco di canzoni romane, e proprio in quella cornice ha cantato “Serenata de Paradiso”, scritta da Romolo Balzani e Ulderico Scarponi.

A Roma la serenata non era solo un canto, ma un vero rituale d’amore, con regole tramandate quanto un dialetto. Se i genitori non approvavano il pretendente, la risposta non lasciava spazio a fraintendimenti: porta sbarrata e scopa pronta all’uso. Proprio da questo gesto arrivano le “serenate a dispetto”,un piccolo aneddoto che fa sorridere, ma che racconta meglio di ogni definizione, quanto teatro ci sia nell’essere romani.

Il racconto si è poi spostato a Napoli, città che Tosca considera la sua patria adottiva: fu Renzo Arbore a farla entrare nei suoi programmi, aprendole le porte di una grande famiglia partenopea. Un affetto, il suo, che nasce dall’ammirazione per un popolo capace di sopportare tutto e allo stesso tempo di arricchirsi continuamente attraverso la musica testimoniato dall’esecuzione di “Te voglio bene assaje” e di una tammurriata elaborata da Roberto De Simone.

Non manca il filo che lega Tosca al Brasile: a sette anni da Morabeza, è arrivato Feminae, disco nato grazie alla scrittura di Pacifico anche come modo per tenere vivo il ricordo del padre.

La serata si è chiusa coinvolgendo il pubblico che ha ballato fino alla fine. Tosca ha anche ricordato la nostra cultura con una tarantella del grande Otello Profazio, figlio di questa terra che ha portato la musica calabrese in tutto il mondo, tenendoci sempre alla sua vera autenticità anche con un pizzico di ironia. Un pensiero più ampio alla fine ci ricorda quanto sia importante la nostra cultura, le musiche della nostra terra, le nostre tradizioni e i tesori archeologici, come quelli custoditi dalla Villa Romana che ha ospitato l’incontro.

errore: Non salvare ma condividi