
L’edizione del Premio Tessalo 2026 apre le porte di un nuovo salotto elegante, dove i protagonisti fanno respirare aria di vera cultura, ma anche semplicità e spontaneità come solo i grandi sanno fare. La Piazza Garibaldi a Portigliola, ieri sera ha regalato la pagina conclusiva dell’ottava edizione del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia. Protagonista assoluto Edoardo Siravo, attore, regista e interprete dalla straordinaria versatilità, che per diverse stagioni ha calcato le tavole del palcoscenico dello stesso Festival al Teatro Greco-Romano di Locri Epizefiri.
Il Premio gli è stato consegnato dall’attore Marco Simeoni e in quel momento si sentiva oltre la stima professionale anche l’affetto che solo l’amicizia vera sa dare.
La motivazione, letta dallo stesso Rocco Luglio ha sottolineato, tra l’altro, che il premio, da parte del Comitato è stato assegnato “. . . sulla base dei valori che da sempre contraddistinguono il talento, la solidità del percorso scenico, il legame profondo con l’arte teatrale e la forza di trasmettere, con dedizione, la passione per la cultura di Edoardo Siravo.”
Elisabetta Pozzi ha puntualizzato come in Siravo ci sia la sua capacità di esserci sempre, senza mai mollare, tutto questo frutto di una passione immensa.
Un’altra menzione anche a Gabriella Casali, attrice affermata, premiata per l’impegno e l’anima che ha sempre donato per quest’arte.
I brani musicali di Antonio Iacopino e Antonino Lattuca hanno impreziosito la premiazione e creato attimi fuggenti come con la canzone “ela ela mu condà”, testo d’amore della tradizione grecanica calabrese. Il significato del ritornello emozionante:” vieni, vieni vicino a me, io sono solo”.

Le recitazioni di Siravo, Elisabetta Pozzi, Gabriella Casali e Marco Simeoni hanno espresso come sempre la bravura, l’intensità dell’interpretazione e la centralità scenica. Edoardo Siravo con la sua voce calda e avvolgente, ha recitato pezzi importanti della sua carriera, con Gabriella Casali “Paolo e Francesca” e “Acqua Minerale”, quest’ultimo pezzo teatrale fresco e fluido di Achille Campanile e “Il Conte Ugolino”. Elisabetta Pozzi, amata dalla Locride, ha recitato un testo che viene dalla mitologia greca su Elena di Troia, con il quale ha trasmesso emozioni intense e Marco Simeoli un pezzo della tradizione napoletana coinvolgendo anche il pubblico.
Siravo ha calcato il palcoscenico con bravura e semplicità espressa anche nel salutare una signora che dal balcone seguiva l’evento riportando il pubblico nel cerchio magico del teatro di cui anche lo spettatore fa parte.
Soddisfatto il sindaco di Portigliola Rocco Luglio che ha curato nei minimi particolari la serata e che è, la vera anima del cartellone del Festival. Luglio per questa edizione si è valso della collaborazione dell’Accademia Senocrito, del GAL Terre Locridee, con la presenza del Presidente Francesco Macrì, del sostegno del Comune di Portigliola, della Regione Calabria e del Nuovo IMAIE e dalla Associazione Aps Cultura e Territorio, della quale è presidente l’attrice Giulia Palmisano. A condurre la serata i due giornalisti Maria Teresa D’Agostino e Jacopo Giuca.


Artista e cantautrice specializzata nello studio e nella rielaborazione della musica popolare. Voce e percussionista (tamburi a cornice) del gruppo Ethnoclassic, affianca all’attività concertistica una formazione accademica rigorosa e un’intensa attività laboratoriale.
Iscritta al Dipartimento Musiche del Mediterraneo presso il Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, con specializzazione in chitarra battente. Soprano nel coro Collegium Musicum Almae Matris dell’Università di Bologna. Esibizioni al Roccella Jazz Festival (2019) e partecipazioni sul palco del Kaulonia Tarantella Festival. Esibizione al Teatro del Casinò durante il Festival di Sanremo 2020 e partecipazione a Casa Sanremo 2025. Collaborazioni Artistiche: al World Music quali Eugenio Bennato, Mimmo Cavallaro, Daniele Sepe e Otello Profazio (Saga del Cantastorie).
