Eccoci all’ultima serata del Kaulonia Tarantella Festival, una serata speciale, sospesa tra festa e memoria. Piazza Mese man mano si riempie per il gran finale: le strade si animano già dal pomeriggio, i vicoli si popolano di gente, gli stand prendono vita mentre le luci si accendono sulle facciate antiche che da anni fanno da cornice alla tarantella. L’arrivo dei Giganti e dei suonatori di Tarantella No Stop scalda la piazza e invita tutti nella rota, prima ancora che la musica del palco cominci.
In questa serata che ogni anno restituisce a Caulonia il suo volto più autentico, quest’anno c’è un pensiero speciale per Angelo Frammartino, che resterà sempre nella memoria come un filo invisibile destinato a non spezzarsi mai.

La tarantella è protagonista fin dal primo gruppo: i Kantarè, giovani musicisti del Vibonese, che hanno saputo restituire con autenticità e maestria i brani della musica popolare, regalando al pubblico anche l’esecuzione di un loro inedito. A seguire, un gruppo nato proprio grazie al Kaulonia Tarantella Festival: i Gioia Popolare, che grazie a Marco Lucà continuano a rinnovarsi senza mai perdere il proprio spirito e la gioia di fare musica e condividerla con il pubblico.
Tutti i gruppi e i musicisti venuti fuori e quelli che ancora usciranno lo devono a Mimmo Cavallaro. Mimmo, sugli insegnamenti di Eugenio Bennato ma anche sulla scia della riscoperta che in quegli anni si stava facendo della musica popolare calabrese, è riuscito a darle una vita nuova, capace di parlare anche al presente: lo si sente negli arrangiamenti dei suoi brani, dai più storici ai più recenti. È capace di trasmettere, con la sua passione, un’energia e una vitalità che creano un ponte con il pubblico di ogni età. Questo Festival è un progetto che porta avanti da tempo e Mimmo è riuscito a creare una magia che va oltre i classici concerti. A dare valore al ritmo della tarantella, senza tradirne l’ancestralità ma offrendone una propria elaborazione, sono state anche le coreografie della compagnia Tarantarte e di Angela Esposito.

In questa edizione, la perla che si è unita alla musica di Mimmo è stata Dolcenera: un’artista di altissimo livello, con una voce capace di essere dolce e forte allo stesso tempo, e un carisma che la contraddistingue. L’unione dei due artisti ha portato in scena un’aria popolare che si è arricchita di colori musicali diversi; inoltre lei stessa, da salentina, ha sempre intrecciato alla sua musica i suoni della propria terra.
Mimmo Cavallaro, come dicevo, è un padre per tutti i musicisti cresciuti con la sua musica, e da sempre offre a ciascuno la possibilità di esibirsi secondo la propria peculiarità, fino al finale del concerto in cui tutti i suonatori e i ballerini diventano protagonisti insieme, salutando il pubblico in attesa della prossima edizione.
Possiamo dire che il Direttore Artistico Mimmo Cavallaro, insieme alla conduzione di Marco Mauro e a tutto il team organizzativo, è riuscito a portare a compimento un festival che resterà nel cuore di chi lo ha vissuto.

Ma la musica non finisce qui. Ogni sera, dopo i concerti, si respira un’atmosfera che esiste solo a Caulonia. In piazza Mese le persone che vengono ogni anno per assistere al festival si salutano con affetto dandosi appuntamento all’anno successivo. Dopo ci si avvia allo Sperone, un luogo magico dove i suonatori si ritrovano a intonare la tarantella fino all’alba, e le persone ballano senza stancarsi, salutando l’arrivo del nuovo giorno.
Il festival è finito, ma nella notte nei vicoli sembra ancora di sentire il suono degli strumenti della tradizione e i passi della tarantella sul selciato. Il paese si svuota ma le persone che partono porteranno sempre con loro i suoni di un’antica tradizione e tutti i momenti speciali che ci sono stati in questi giorni e questa sarà un’energia che li accompagnerà in attesa del prossimo anno.

Artista e cantautrice specializzata nello studio e nella rielaborazione della musica popolare. Voce e percussionista (tamburi a cornice) del gruppo Ethnoclassic, affianca all’attività concertistica una formazione accademica rigorosa e un’intensa attività laboratoriale.
Iscritta al Dipartimento Musiche del Mediterraneo presso il Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, con specializzazione in chitarra battente. Soprano nel coro Collegium Musicum Almae Matris dell’Università di Bologna. Esibizioni al Roccella Jazz Festival (2019) e partecipazioni sul palco del Kaulonia Tarantella Festival. Esibizione al Teatro del Casinò durante il Festival di Sanremo 2020 e partecipazione a Casa Sanremo 2025. Collaborazioni Artistiche: al World Music quali Eugenio Bennato, Mimmo Cavallaro, Daniele Sepe e Otello Profazio (Saga del Cantastorie).
