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ALL’IMPROVVISO UN BOATO… AD ERICA E DAVIDE

By 04/07/2022News, Sociale3 min read
ALL’IMPROVVISO UN BOATO… AD ERICA E DAVIDE - Incipit - sistema comunicazione

Immaginiamo una giornata qualunque di inizio Luglio, in un anno qualunque e due persone comuni che sono salite su un monte per godere del fresco ristoro di un ghiacciaio dormiente da migliaia di anni. Una coppia che non conosciamo, ma che potrebbe essere noi o nostri cari, che spensierati ed eccitati, proiettano la fantasia racchiusa in quelle vette frastagliate in una giornata da incastonare nelle memorie di una vita vissuta insieme. Il tempo vissuto insieme dai due si perde tra le risate e il progetto di salire in costa ai ghiacci eterni, per immortalare un abbraccio e un bacio sullo sfondo di quel deserto di acqua solido. Prima un breve pranzetto consumato sotto al tetto azzurro di una giornata fin troppo calda, assaporato lento e tranquillo come vuole una vacanza, con gli occhi serrati dai riverberi di luce che impediscono il reciproco contatto visivo. Poi con la lentezza di chi non ha impegni, si apprestano alla salita, una passeggiata difficoltosa ma che non scomoda fatica, le mani dei due si sfiorano fino ad abbracciarsi per accompagnarsi l’un l’altro verso il cammino che porta alla vetta, destinazione da sudare insieme e da condividere come esperienza vissuta a due. Lui si porta ad un passo avanti a lei, mentre lei segue fiduciosa la sua metà, finché … un boato improvviso arresta i loro cuori e strige le mani in quell’unione che non è sola paura, ma preoccupazione e istinto di protezione.

Il monte e le sue vette scure di ghiaccio urlano la loro rabbia verso un mondo scellerato, che senza rispetto oltraggia il clima che per migliaia di anni ha difeso quel lago sospeso nel tempo. La terra trema e il ghiaccio sotto scricchiola lamentoso, il pavimento invernale tra le rocce muove in loro direzione minaccioso, come lama di ghigliottina che rallenta contratta dai ricordi da trattenere nell’attimo fatale. Poi la scossa di un urto, inesorabile si avvicina, mentre persone come punti neri annegano nella sua ira mai satolla d’ingurgitare, li guardano sparire come bolle di schiuma, realizzando l’imminente e dedicandosi un ultimo pensiero, spezzato al secondo dopo dal fragore confuso della violenza naturale da cui non c’è difesa. Travolti e tramortiti, senza riferimenti e divisi dalla spinta di quel gigante bianco, posano i pensieri peggiori sopra qualsiasi altro, forzando da un angolo felice della memoria un pensiero in cui erano assieme, per poi coprirlo con la durezza della preoccupazione dell’altro. Nascosti al mondo, sotto quello strato che è solo acqua, non si troveranno mai più, vivranno le loro vite mutilati del loro amore e disperati, senza poter muovere un muscolo, si abbandoneranno alla speranza di salvezza che, forse, arriverà …

Questo è successo ieri, un drammatico evento che raggiunge ognuno di noi, ci annichilisce e ci mostra i cambiamenti dovuti alle nostre decisioni, mai rispettose di un clima in evoluzione e che prima o poi, si riprenderà i suoi spazi.

E questo può accadere a chiunque … purtroppo è accaduto a qualcuno … e purtroppo sono ancora làsotto.

… a Davide ed Erica.

Un ringraziamento dovuto al presidente del Veneto Luca Zaia, all’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, al Sindaco di Canazei Silvano Parmesani, ai Vigili del Fuoco di Canazei, al Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, alla Protezione Civile di Trento e non ultimo al nostro Presidente Mario Draghi, per la sua visita immediata.

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