Una fotografia rappresenta un pezzo di tempo congelato che puoi vivere in qualsiasi momento e puoi distruggerla dalla carta dove รจ impressa, ma non dalla tua mente. Dai tuoi ricordi. Poi quando le fotografie diventano dieci, cento, al punto da poter realizzare una pubblicazione, come una mostra o un libro, oppure con i mezzi tecnologici farli diventare un film, allora queste fotografie diventano lโ€™immagine di un qualcosa che non puoi dimenticare. Un pezzo della tua vita o di quella degli altri. Uno spaccato sociale. Fatti e avvenimenti impressionati per renderli visibili. La forza della macchina fotografica e di effettua lo scatto รจ quello di trovare lโ€™angolo visuale che si desidera. Cogliere lโ€™atto che non si ripeterร  piรน. Cosรฌ nasce unโ€™opera. Unโ€™opera fotografica come quella intitolata โ€œCamini. Una finestra sul mondoโ€.

Un libro fotografico racconta la storia di accoglienza, integrazione e rinascita nel borgo calabrese della Locride. Lo hanno realizzato i fotografi Giulio Di Meo e Nicola Zolin insieme ai partecipanti dei workshop di fotografia sociale realizzati nel borgo dello Ionio negli ultimi anni.
Immagini e testi racconta una delle esperienze di accoglienza diffusa piรน significative del Sud Italia: quella sviluppata nel piccolo comune grazie al lavoro della Eurocoop Jungi Mundu e alla collaborazione dellโ€™amministrazione comunale e di tutta la comunitร  locale. Le fotografie raccolte nel libro sono state realizzate nel corso di dieci anni di workshop, incontri e attivitร  condivise con gli abitanti del borgo e con le persone accolte nel progetto. Le immagini raccontano la quotidianitร  di Camini: il recupero delle abitazioni abbandonate, i laboratori artigianali, il lavoro agricolo, le attivitร  educative, i momenti di festa, i giochi dei bambini nei vicoli e le relazioni che si sono costruite nel tempo tra vecchi e nuovi abitanti.
Il progetto editoriale nasce con lโ€™intenzione di restituire uno sguardo diverso sul fenomeno migratorio, lontano dalla narrazione emergenziale e dalla retorica dellโ€™invasione. โ€œCamini: Una finestra sul mondoโ€ prova invece a raccontare cosa accade dopo lโ€™arrivo: il difficile percorso di integrazione, la costruzione di legami, la possibilitร  concreta di una convivenza fondata sul lavoro, sulla partecipazione e sulla condivisione degli spazi comuni. Esperienza dei workshop di fotografia sociale che, nel corso degli anni, hanno coinvolto circa sessanta fotografi provenienti da tutta Italia. Accanto alla produzione fotografica, i laboratori hanno rappresentato uno spazio di formazione e incontro, aperto anche ai giovani ospiti del progetto di accoglienza, offrendo loro strumenti di espressione e racconto attraverso il linguaggio delle immagini. Piรน che un semplice reportage, โ€œCamini: Una finestra sul mondoโ€ si presenta come una testimonianza collettiva sulla possibilitร  di costruire comunitร  inclusive in territori fragili e marginali.

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