Il programma non è stato possibile osservarlo nella sua totalità. Così a causa della chiusura delle scuole, l’incontro con gli studenti del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “G. Mazzini” di Locri, dove doveva incontrare studenti e docenti per una testimonianza dedicata ai giovani, per riscoprire insieme la bellezza di una fede vissuta nella quotidianità è saltato. Ma la presenza nella Locride di Antonia Salzano mamma di “San Carlo” Acutis per trascorrere una giornata di fede e testimonianza insieme non ha spaventato i fedeli del giovane santo nella visita al Santuario di Nostra Signora dello Scoglio a Placanica, in comunione con Fratel Cosimo e S.E. Mons. Cesare Di Pietro, Mons. Morosini sacerdoti e diaconi della Diocesi Locri – Gerace, e più di cinquemila persone, Antonia Salzano ha vissuto un momento di riflessione e poi ha seguito la solenne concelebrazione eucaristica e la benedizione con la preziosa reliquia di San Carlo Acutis. La folla di fedeli si è stretta attorno alla mamma del Santo che non ha negato a chiunque un saluto, una stretta di mano o una parola di conforto. Prendendo la parola dopo Fratel Cosimo, la mamma di San Carlo Acutis si è soffermata sul concetto di “santità” che “… appartiene a tutti e riguarda ognuno di noi….”.

Con una semplicità disarmante, un tono di voce fermo e incisivo rivolgendosi alle migliaia di fedeli presenti, sia all’interno del Santuario che fuori, ha raccontato la storia di “Suo figlio” attraverso la narrazione di alcuni momenti e eventi fondamentali di “Carlo”. Con la presenza della mamma di San Carlo Acutis al Santuario di Nostra Signore dello Scoglio la Diocesi di Locri – Gerace ha vissuto un altro momento di evangelizzazione attraverso una testimoniana di fede, che ha saputo rivolgere l’invito ad essere vicini e praticare quotidianamente la propria fede. Dopo poche ore la Signora Antonia Salzano si è ritrovata immersa in un’altra marea di fedeli nella Cattedrale di Santa Maria del Mastro a Locri, per un altro momento di raccoglimento e di comunione e per affidare alla protezione di San Carlo Acutis le comunità e i giovani.
La mamma del giovane Santo ha saputo parlare al cuore di tanti ragazzi del nostro tempo, mostrando come la santità non sia una meta lontana, riservata a pochi, ma una possibilità concreta nella vita di ogni giorno.
Ad accoglierla con un saluto affettuoso è stato il Vescovo Monsignor Cesare Di Pietro, che le ha rivolto parole di benvenuto, dando inizio a un momento di profonda spiritualità e raccoglimento.
Al termine della veglia, alcuni giovani hanno rivolto le loro domande alla signora Antonia, che ha raccontato con semplicità e spontaneità tanti aspetti della vita di Carlo.

È emersa così la figura di un giovane appassionato di tecnologia, capace di utilizzare le proprie competenze e i propri interessi per testimoniare la fede, ma soprattutto di un ragazzo attento agli altri, sensibile alle necessità di chi viveva situazioni di difficoltà e sempre pronto a compiere gesti concreti di carità.
Tra i ricordi condivisi dalla mamma, particolarmente toccante è stato quello dell’aiuto offerto a una domestica rimasta vedova. Carlo la aiutava a stirare, così da permetterle di terminare prima il lavoro e tornare a casa dalla sua bambina. Un gesto semplice, ma ricco di significato, nel quale si manifesta tutta la delicatezza di un cuore capace di accorgersi delle fatiche altrui e di farsi vicino con discrezione.
La sua attenzione si rivolgeva anche ai senza tetto, verso i quali nutriva una sincera premura, riconoscendo nella loro fragilità una chiamata alla solidarietà. La carità di Carlo non era fatta di gesti straordinari da esibire, ma di attenzioni quotidiane, vissute con naturalezza e senza cercare riconoscimenti.
La signora Antonia ha raccontato anche della sua continua preghiera e del rapporto profondo con Gesù, centro e riferimento di ogni sua scelta. Persino nella gestione delle piccole spese familiari Carlo sapeva richiamare la mamma a una maggiore sobrietà, rimproverandola affettuosamente quando riteneva che spendesse troppo. Anche questo particolare ha restituito l’immagine di un ragazzo capace di vivere con coerenza i valori in cui credeva, facendo della semplicità uno stile di vita.
Dalle parole della mamma è emerso con chiarezza il segreto della santità di Carlo: fare tutto per amore di Gesù, lasciando che quell’amore orientasse ogni gesto, ogni relazione, ogni scelta. La tecnologia, la preghiera, l’amicizia, l’attenzione ai poveri e persino le piccole abitudini familiari diventavano occasioni per vivere e testimoniare il Vangelo
La serata si è conclusa con la distribuzione di immaginette e ricordini del Santo, donati dalla stessa signora Antonia ai presenti, come segno di affetto e come ricordo di un incontro che ha lasciato nel cuore di molti un messaggio di speranza.
A rendere ancora più significativo questo momento è stata la presenza della reliquia di San Carlo Acutis, che rimarrà in Cattedrale, offrendo alla comunità diocesana un segno prezioso di devozione e un’occasione per continuare a sostare nella preghiera, affidandosi all’intercessione del giovane santo.

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