Parlare di poesia con Angela Caccia, la vincitrice del Giugno Locrese 2026 con unβopera poetica dal titolo βDi lentissimo azzurroβ, edita da Campanotto Editore, Γ¨ stato come intrattenersi con una antica donna Samurai, armata, ma nel contempo disarmante nel suo misurato eloquio, sostenuto da una ferrea saggezza e da un profondo senso di identitΓ . Dalle pieghe del suo cangiante kimono sono emersi alcuni intriganti segreti della sua scrittura poetica, rivelati con equanime intento e con quella semplicitΓ che denota consapevolezza, sicurezza, partecipazione e insieme la giusta distanza, lβequilibrio del dire nel parlare di sΓ©.

Incuriosita dalla incantevole sinestesia racchiusa nel titolo, le chiedo: DovβΓ¨ lβazzurro, in questa sua opera? Dopo una breve esitazione, Angela risponde:
Β«A volte Γ¨ un balenio, lo vedo da lontano, a volte invece mi sembra di maneggiarlo, perchΓ© Γ¨ una forma di equilibrio. Veste parecchi volti, questo azzurro. Non saprei dirle di preciso cosa sia. Γ sempre qualcosa di estremamente materico. Cerco di dare un significato, perΓ² mi sfugge, e forse Γ¨ proprio il significato della poesia che non ha un suo recinto, quindi Γ¨ questo vagare e prendere ogni tanto qualche cirro, acchiapparlo e metterlo sul foglioΒ».
Dopo la visione concettuale perΓ², ecco affacciarsi lβaspetto concreto e materico della risposta, non meno interessante, poichΓ© ci lascia intravvedere le dinamiche di scrittura di Angela Caccia: βΓ collegato a un sacco di cose lβazzurro, e soprattutto la locuzione del titolo si rifΓ a una poesia, dove parlo di una scrittura con la biro, βdi lentissimo azzurroβ. Ecco, in questo caso quel lentissimo azzurro stava ad indicare il pensiero lungo, il pensiero denso, che si sviluppava in una lettera che andavo a scrivereβ.
La sua Γ¨ una scrittura che segue un filo, ma che non Γ¨ mai prigioniera. Anzi, essa fa prigionieri durante il tragitto. Le chiedo come scrive.
βScrivo col computer, molte volte con lo smartphone, anche perchΓ© a volte sono proprio i classici versi rubati al sonno. Mi arriva il lampo e mi dico: aspetta, fermati, perchΓ© altrimenti da qui a cinque minuti avrai dimenticato tutto. E quindi βdice sorridendo– ho sempre βla pistola caricaββ¦ Infatti tengo sempre il telefonino sul comodinoβ¦β.

Allora le chiedo se le Γ¨ mai capitato di trascrivere dei sogni, di prendere ispirazione da un sogno appena fatto e registrarlo. Lei risponde divertita:
βSΓ¬, questo sΓ¬, quando il sogno Γ¨ rimasto sul cuscino! E allora vai ad arginarlo e, soprattutto se era un sogno bello, a cercare il piacere di portare quel sapore con te. Per questo cerchi di arginarlo subitoβ.
CosΓ¬, la mano della Poetessa-samurai argina e cattura e, in veritΓ e corrispondenza col suo nome, resta vigile a caccia di poesia, nellβarido terreno di resistenza opposta dalla quotidianitΓ e nel Mundus imaginalis che ne Γ¨ la migliore via di fuga. Lβanima mite, ma focalizzata e combattiva, si impegna per arginare sogni, per afferrare lembi di cirri e lampi di azzurro e per portarli da questβaltra parte, appagata dal distendere le sue prede su un foglio, offrendole a se stessa e al mondo. Arriva infine lβultima, inevitabile domanda: PerchΓ© lei scrive poesia? Cosa le dΓ la poesia?
βMi dΓ tanto. PerΓ² non voglio che sia indispensabile. Γ la strada breve per arrivare a me stessa. Io la mattina ad esempio ho la necessitΓ di βincontrarmiβ e quindi per me Γ¨ preghiera, anche preghiera laica, non per forza cristiana; ho bisogno di andare a fare compagnia a quella parte di me che Γ¨ rimasta magari un pochino assopita. PerΓ² queste cose le puΓ² capire solo un poetaβ.
Quindi la poesia lβaiuta a scavare, a ritrovare una parte di sΓ©?
βΓ comunque scavo la poesia, Γ¨ sempre scavo. A volte mi capita di leggere lavori inediti di poeti inesperti e ci trovo dei pensieri molto superficiali, quindi cerco di far capire loro che quello che distingue la prosa dalla poesia Γ¨ proprio questo: uno scavo piΓΉ sottile, piΓΉ mirato, la poesia non puΓ² restare in superficie. Ecco allora che in quello scavo ci si imbatte, ci si incontra. Logicamente non ci incontriamo per intero, perΓ² riusciamo ad incontrare parti di noi, per meglio dire βparticelleβ di noi, e soprattutto si riesce a fare compagnia — per me Γ¨ questa la cosa— per me iniziare con un verso, anche un solo distico, nellβarco della giornata, Γ¨ un modo per fare compagnia a me stessaβ.

Autrice, docente, formatrice di formatori, si Γ¨ specializzata in didattica delle lingue, con un focus sullβinsegnamento dellβitaliano a stranieri e in percorsi CLIL di educazione linguistica e educazione affettiva (Social and Emotional Learning). Fra le sue esperienze professionali si contano docenze presso universitΓ in Stati Uniti, Belgio e Italia e la formazione e supervisione come Italian Curriculum Consultant preso lo State Education Department di New York. Ha curato la condirezione di programmi Study Abroad in Italia ed Γ¨ cofondatrice di associazioni educative olistiche (Villaggio Interculturale/Cross-Cultural Village; e Scuola del Ponte dellβArcobaleno di Firenze). Continua a svolgere unβintensa attivitΓ editoriale come autrice di saggi e di numerosi articoli accademici su linguistica applicata, glottodidattica, metodi didattici innovativi e come traduttrice editoriale. Pubblica poesia. I suoi progetti rappresentano un approccio olistico alla glottodidattica e alla formazione, con un modello educativo che integra lingua, contenuto, competenze socioemotive e apprendimento esperienziale, mirando sia allo sviluppo individuale degli studenti sia al rafforzamento della professionalitΓ dei docenti con un approccio centrato sullβapprendente e sullβinterazione tra conoscenza, emozioni e creativitΓ .
