Al via il Salone del Libro 2026: 34 editori e 160 autori calabresi pronti a raccontare una regione “di restanza” e futuro. Con un’edizione che si preannuncia da record, le porte del Lingotto Fiere di Torino si riaprono domani, 14 maggio, per la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro. In un’edizione che promette di battere ogni record di presenze, la Calabria si presenta come protagonista di primo piano con una “strategia culturale matura” e numeri che parlano di un fermento letterario senza precedenti. Nello spazio istituzionale della Regione Calabria, situato nel Padiglione Oval, sono attesi 160 autori e 34 case editrici. Su una superficie di 300 metri quadrati, il padiglione calabrese si propone come un vero “ecosistema della lettura”. 82 eventi che spaziano dai talk sulla “restanza” – termine ormai iconico coniato dall’antropologo Vito Teti – alle nuove frontiere dell’innovazione culturale.

Il programma è un mosaico di generi e linguaggi. Tra gli appuntamenti più attesi spicca il talk “Next Calabria: cultura, idee e sviluppo”, un momento di riflessione su come la programmazione culturale possa diventare la vera leva di crescita economica e sociale per il territorio. Riflettori accesi su grandi nomi del panorama nazionale legati alla Calabria, come Vito Teti, il giornalista Tommaso Labate e il cantautore Dario Brunori, che porteranno la loro testimonianza su una regione capace di dialogare con il resto d’Italia con autorevolezza e profondità. Particolare attenzione sarà rivolta al centenario della nascita di Saverio Strati, uno dei giganti della letteratura calabrese del Novecento, celebrato con approfondimenti dedicati alla sua eredità letteraria.La vera spina dorsale della presenza calabrese a Torino resta l’editoria indipendente. Case editrici come Libritalia (con focus su Vibo Valentia e l’eccellenza del territorio vibonese), Edizioni Beroe e molte altre porteranno al Lingotto oltre cinquanta titoli ciascuna, coprendo ogni genere: dal romanzo storico alla saggistica civile, fino alla valorizzazione delle minoranze linguistiche come i borghi Arbëreshe. “La nostra non è una partecipazione di facciata,” spiegano dal Dipartimento Cultura della Regione, “ma il risultato di un investimento in reti e competenze che vede protagonisti anche i sistemi bibliotecari e i giovani delle scuole.”
Una delle novità di quest’anno è la Glass Room all’interno dello stand calabrese, da dove verranno trasmessi in diretta i programmi di Rai Radio 2 con il format “Diamo Voce alla Calabria”. Un ponte mediatico che permetterà di far arrivare il racconto del Salone direttamente nelle case dei calabresi e di tutto il pubblico nazionale. Fondamentale anche la partecipazione delle scuole. Gruppi di studenti provenienti da istituti di tutto il Paese saranno presenti a Torino non solo come lettori, ma come “cronisti”, curando interviste e contenuti multimediali per raccontare il Salone attraverso gli occhi delle nuove generazioni.

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