Sono dieci gli autori e le loro opere che concorreranno a diventare cinque e poi ad essere decretato il vincitore della quattordicesima edizione del Premio Sila โ€˜49. La rosa comprende “Il coccodrillo di Palermo” (La nave di Teseo) di Roberto Andรฒ; “C’รจ molta speranza” (Guanda) di Nicola H. Cosentino; “Autoritratto: Istruzioni per sopravvivere a Palermo” (Sellerio) di Davide Enia; “L’estate che ho ucciso mio nonno” (Bollati Boringhieri) di Giulia Lombezzi; “Col buio me la vedo io” (Einaudi) di Anna Mallamo; “Cartagloria” (Adelphi) di Rosa Matteucci; “Platone una storia d’amore” (Feltrinelli) di Matteo Nucci; “Cose umane” (Einaudi) di Antonio Pascale; “La ragazza di Savannah” (Mondadori) di Romana Petri; “La finestra sul porto” (Feltrinelli) di Claudio Piersanti.

Ad annunciare il gruppo di autori finalisti del premio, gli organizzatori in una conferenza stampa svoltasi ieri a Cosenza. Il presidente Enzo Paolini e la direttrice Gemma Cestari hanno gestito lโ€™incontro. In collegamento web, erano presenti i giurati Nicola Lagioia, Emanuele Trevi e Valerio Magrelli.

Con la decina prende il via la fase piรน attesa. Nelle prossime settimane la Fondazione (Fondazione Premio Sila) avvierร  un calendario di incontri pubblici con gli autori, tra presentazioni e dialoghi con i lettori in cittร  e oltre.

Intanto la giuria proseguirร  le valutazioni per arrivare alla cinquina finalista, passaggio intermedio che precede il verdetto finale. La proclamazione del vincitore รจ prevista nel tradizionale weekend conclusivo di giugno.

Da quanto si รจ potuto sapere, le opere scelte hanno unโ€™impronta che si sviluppano in un viaggio attraverso le radici classiche e le inquietudini del presente, tra la violenza dell’adolescenza e la ricerca della grazia, tra padri e figli, tra desiderio e memoria.

“Abbiamo cercato libri che non solo raccontassero storie, ma – ha dichiarato il presidente della Fondazione – Enzo Paolini che restituissero il ritratto di un Paese in movimento, con le sue contraddizioni, le sue ferite e le sue bellezze. Questa decina ci sembra rappresenti bene l’Italia di oggi: frammentata, certo, ma piena di energie narrative straordinarie”.
La direttrice del Premio, Gemma Cestari, รจ entrata nel merito dei criteri adottati: “Abbiamo privilegiato la qualitร  della scrittura e la capacitร  di ciascun autore di intercettare i grandi temi del nostro tempo. Che si parli di filosofia antica o di violenza familiare, di mafia o di desideri inconfessabili, ciรฒ che conta รจ la profonditร  dello sguardo. E in questa decina gli sguardi sono molti e tutti originali”.

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