VENTUNO MARZO: CON LA GIORNATA INTERNAZIONALE DEDICATA AL PROFUMO ESSENZA DI PRIMAVERA 

Inizia tutto con una luce che stringe gli occhi e un pianto che spalanca le porte alla vita, poi un primo respiro, profondo, accende l’anima mentre i sensi ancora dormienti attendono di scoprire il mondo… ed ecco il primo istante in cui esistere, in cui il primo ricordo si imprime nella memoria, non è un’immagine né un suono, ma un profumo che da aria diventa vento, per raggiungere la cassaforte emotiva del nostro cervello, il sistema limbico, e da allora detterà al nostro “io” appetiti, istinti e amore.

Festeggiare la giornata dedicata ai profumi, non è solo il momento per vestirsi di una fragranza seducente come un accessorio di moda, ma è il tempo di rimembrare scavando nel passato, riconoscersi come frutto di esso, e in questo far rinascere le sensazioni sommerse dalla quotidianità che formano e rendono una persona ciò che è.

La cerimonia della primavera solletica con le sue essenze e la mente si perde in esse, nei profumi che variano fino a rendersi colori evanescenti agli occhi e decisi nel pensiero, che si muovono come suoni eccitando il corpo scaldato dal nuovo sole della stagione nascente… chiamandosi e intrecciandosi per ridestare ricordi, fili di sensazioni olfattive che vibrano melodiose un destino già vissuto, svegliando ricordi per renderli vivi e consolidarli come emozioni, e poi rievocandoli senza volere come riaccadessero: ecco l’abbraccio di una madre che profuma di sicurezza, l’odore di un compagno che la mattina ha il sapore di casa, il sentore dell’aria umida che intristisce o l’aroma di una torta che schiaccia i pensieri malevoli.

La violenza invisibile di un sentimento che accende le più antiche emozioni, nascendo da un modesto sospiro di vento, che viaggia tra il passato e l’oggi, camminando tra i giardini estivi dell’infanzia sino alle gelide giornate senza calore, percorsi indefinibili e infiniti che attendono solo il loro risveglio… quel punzecchiante stimolo che entra dentro e permane sulla pelle, accapponandola di insicurezza, per poi pietrificarsi nella mente, appesantendosi, fino a crollare sul cuore, infiammandolo, e riscaldando anche le nostre parti dimenticate per volontà.

La saggezza del respiro è un’emozione che si nasconde, timida e disillusa dentro ad ognuno, un effluvio sempre nuovo che riemerge dal nulla della distrazione, riuscendo a schivare le più solide difese, quelle che chiudono gli occhi innanzi alle angherie e all’orrore, quelle che deformano le parole seducenti in irruenza, quelle che rendono noiose anche le melodie più dolci.

Impossibile sottrarsi ad esso, poiché il profumo è il saggio che è in noi, che molesta col suo sapere scomodo e ingracilisce sotto il peso dei turbamenti… un piacere che si appanna dentro il fumo denso della vita, protetto sotto la coltre della ragione, in attesa di un po’ di brezza che sappia ridestarlo.