STORIA DEI GIGANTI IN CARTAPESTA (VIDEO)

In questi ultimi anni si sta sempre più implementato il ritorno alle tradizioni. Gli usi, i costumi ritornano ad essere valorizzati nel tentativo di riproporre la storia del popolo. Accade anche per la tradizione di far ballare, nelle feste patronali, o nelle ricorrenze civiliI Giganti. Nella tradizione popolare I Giganti sono due alti fantocci di cartapesta vestiti con abiti variamente colorati, che vengono portati a spalla danzando al suono di tamburi particolarmente ritmati. La tradizione folcloristica li colloca nel sud d’Italia, anche se qualcuno dice che abbiano legami storici con la Spagna antica, e forse anche con gli antichi personaggi greci come Kronos e Mytia, Cam e Rea, Zanclo e Rea, Saturno e Cibele …

Nel 1190 in seguito a controversie in Sicilia, a Messina in particolare, il re Riccardo 1° di Inghilterra allontanò i Greci- -bizantini dall’Isola, e per festeggiare l’evento “A Gigantissa” e “U Giganti” divennero l’emblema della libertà. 

Così come aveva precedentemente fatto nel 1060 il conte Ruggero 1° il Normanno, cacciando i saraceni dall’isola siciliana. 

In occasione di particolari festività i Giganti vengono portati a spalla e fatti danzare per le vie di paesi e città, e la loro caratteristica più fascinosa e bella è sempre quella di coinvolgere tutti in un crescendo emozionale. Lei, “A Gigantissa”, si chiama Mata che è il nome dialettizzato di Marta e lui “U Giganti” di nome Hassan che dopo essersi convertito al cristianesimo assume il nome di Grifone. Mata e Grifone, uniti assieme da un’attrazione fatale, non si sono più lasciati, e da tempo immemorabile continuano a stare insieme, inseguendo la libertà di esistere, inneggiando alla vita. Bambini e adulti, oggi ancora, sono affascinati da queste due magiche figure che sicuramente continueranno a fare storia. Personalmente anche io sono affascinato da loro e da quel sottofondo musicale che qualcuno paragonò ad un rilassante battito cardiaco. Storia, arte e cultura, si incontrano in un dialogo aperto camminando sul giardino della pace, di cui l’Umanità tutta ha bisogno per sopravvivere sul pianeta Terra. Vi pare poco ?  Che vogliamo più dalla vita ?

Ciao e alla prossima volta.