Il mese di 0ttobre è dedicato alla prevenzione delle malattie a maggiore incidenza e mortalità con maggiore riguardo alle patologie neoplastiche e a quella mammaria in particolare, considerata una vera malattia sociale poiché colpisce 1 donna ogni 8.

Dai dati epidemiologici presentati quest’anno dall’ AGE.NA.S (Agenzia nazionale dei servizi sanitari) e dall’Istituto Superiore di Sanità, si conferma la scarsissima partecipazione agli screening oncologici dei cittadini calabresi, ragion per cui, oltre ad essere collocati all’ultimo posto tra le regioni italiane, abbiamo un tasso di mortalità per cancro del colon retto e cancro della mammella del 9% più alto rispetto al resto del paese.

Un segnale di speranza si registra tra le donne partecipanti allo screening mammografico. Infatti si è passati dal 15% di partecipazione del 2024 al 33,1 nel 2025. Lo stesso non può dirsi per lo screening del cancro del collo dell’utero che si attesta al 16% e per lo screening dal cancro del colon retto con un tasso di partecipazione del solo 6,4 %.

Questa neoplasia è per incidenza, al primo posto n Calabria, con 1.500 nuovi casi l’anno.   Non possiamo dunque, restare indifferenti di fronte a questi dati sconfortanti ed incomprensibili. Sembra proprio che il cittadino calabrese, non creda nell’efficacia della prevenzione o che attenda, privo ormai di speranza, l’ineluttabile comparsa della patologia con le sue mortifere conseguenze.

Le cause sono da ricercare in primis, nella: scarsa informazione offerta ai cittadini, che dovrebbe divenire capillare e costante. Ciò richiede l’adozione di una strategia condivisa tra scuole, enti locali e società civile. Le campagne di sensibilizzazione, da sole, non bastano. Fragile strutturazione della fase degli inviti. Questo compito è affidato alle aziende sanitarie territoriali che debbono incrementare il personale dedicato all’attività di prevenzione. Bisognerà prevedere l’apertura di Sportelli unici presso le Case di Comunità per informare i cittadini, rispondere alle loro perplessità e fornire il materiale per lo screening come il Kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci.

 Per ogni 100 test positivi si scoprono circa 10 neoplasie del colon retto. Tutti i 100 soggetti, sono sottoposti gratuitamente ad esame endoscopico che consente l’individuazione di formazioni polipoidi presenti sulla mucosa dell’intestino, in fase di benignità, cioè non cancerizzati che vengono asportati contestualmente, facendo sì che il cancro non si sviluppi. Questo esame endoscopico realizza la cosiddetta prevenzione primaria eliminando formazioni polipoidi a rischio di successiva trasformazione. I Medici di Medicina generale debbono sentire come fondamentale, incoraggiare i propri assistiti a sottoporsi ai programmi di prevenzione, indispensabili soprattutto per chi ha familiarità positiva

Noi calabresi siamo all’ultimo posto anche nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. I tassi di rischio per infarto del miocardio ed ictus cerebrale, sono in Calabria, superiori alla media nazionale.

Il 29% della popolazione tra i 18 e i 64 anni presenta tre fattori di rischio in contemporanea, tra i 6 considerati sicuramente favorenti la comparsa sia di malattie oncologiche e cardiovascolari: Ipertensione, ipercolesterolemia, diabete tabagismo, obesità e sedentarietà sono dei Killer per la nostra salute

L’AGENAS dichiara che la provincia di Reggio assieme a quella di Latina, registrano i peggiori esiti epidemiologici per mortalità a 30 giorni dall’evento acuto e le peggiori tempistiche degli interventi d’emergenza tempo-dipendenti. La media nazionale di mortalità a 30 giorni dall’ictus è 9, 4 % e nel reggino si aggira tra il 20/30%.

Di fronte a questi dati non possiamo restare indifferenti. Dobbiamo prenderci cura di noi stessi e partecipare alle iniziative organizzate per aiutarci a tutelare la nostra salute. Dobbiamo puntare ad uno stile di vita più sano, recuperando la tanto decantata dieta mediterranea, quella autentica, a base di legumi, cereali, frutta e verdura tutto l’anno.

Dobbiamo pretendere che il Sistema Sanitario Nazionale investa maggiormente i nostri soldi, sulla prevenzione. il 4,5 % del bilancio per la Sanità pubblica destinato alla prevenzione non può bastare. Curare oggi, ha un costo elevatissimo e non più sostenibile.  Prevenire invece, costa molto meno.

Il vero futuro del nostro Sistema Sanitario Nazionale è la Prevenzione.

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