
Luisa Briguglio è una cantante autentica che con la sua voce riesce ad emozionare, incantare e allo stesso tempo raccontare. Si è esibita al Binario 69, una delle realtà indipendenti a Bologna in un’atmosfera intima e calda insieme a Fabrizio Lai Dessì. Luisa cantante siciliana di Messina attualmente vive a Marsiglia. È una cantautrice poliedrica che sa portarti nel suo mondo con i suoi testi, la sua voce e la sua presenza. Autrice di vari progetti, nel 2024 ha vinto Ethnos Generazioni e il premio Andrea Parodi nel 2025. Quest’ultimo premio fa entrare la Sardegna nel suo mondo e come tutto ciò che incontra l’arricchisce professionalmente. Si è esibita in varie date in Sardegna per la rassegna Mare e Miniere e quest’anno è tornata come ospite al Premio Andrea Parodi. Luisa insieme a Fabrizio stanno esibendosi col progetto Truvatura; in siciliano questa parola significa tesoro sepolto, ricordato in varie leggende, che si cerca a volte tutta la vita senza mai trovarlo. È in realtà quel tesoro che ciascuno di noi tiene nascosto nel proprio cuore e solo tramite le difficoltà, la forza e il coraggio di lottare si può portare alla luce. Quando lo si trova, come dice la cantautrice, diventa più importante quello che siamo diventati nel cercarlo rispetto al bottino trovato.

Il suo concerto parte con il suo canto in lontananza in mezzo al pubblico e quando arriva sul palco alla voce si accompagna il ritmo creato dal movimento dei suoi piedi e delle sue mani e mentre la chitarra di Fabrizio dolcemente l’accompagna si crea un tutt’uno che esalta ogni particolare musicale. I brani del progetto sono scritti in dialetto messinese unendo così le sue origini con le nuove conoscenze e influssi culturali. Luisa nelle sue canzoni affronta tematiche personali e storie popolari attingendo anche dalla cultura classica. Il filo conduttore delle canzoni è l’amore sofferto, la nostalgia e la lontananza. Si sente in alcune di esse il peso del destino che porta a volte lontani; distanza che l’amore può vincere superando le barriere geografiche, i dubbi e le sofferenze. In alcuni pezzi come “Il cacciatore” nato per scherzo per rispondere a un Ode di Orazio; vi è una risposta ironica ma profonda rivolta a tutti gli uomini che vogliono spiegare quello che una donna è. Ciascuno si può riconoscere nel cacciatore o nella cerbiatta che corre lontano da ciò che percepisce pericoloso; scappa dal fucile puntato che corrisponde all’amore che non rispetta l’identità della persona. Luisa ci fa andare nel nostro mondo interiore cercando di farci custodire i nostri sogni e la nostra personalità. Nello spettacolo canta anche un brano che gli è stato donato da un amico che non c’è più che si intitola “U pistinu” che è un pesce che ha fame e sete di vita e che è pronto a raggiungere ogni orizzonte. Questa canzone dev’essere una spinta per tutte le persone che devono vivere la vita come un dono andando sempre avanti e mantenendosi aperti alla conoscenza di qualcosa di nuovo. L’altro dono dedicato all’amico Alberto che prima di morire gli recitò il testo è “Petra e caminu”, rielaborato dalla cantautrice, descrive il confronto tra la pietra immobile che diventa spettatrice silenziosa di ciò che accade e l’uomo destinato a camminare lungo il percorso della vita molte volte in solitudine e a volte portandosi dietro la nostalgia. Il concerto è stato un viaggio appassionato e intimo, sostenuto dall’intenso ascolto del pubblico che ha anche accompagnato la voce di Luisa fino alla fine con il “lalala dell’inducibile” dove spettatori, Luisa e Fabrizio erano un tutt’uno. A fine serata anche le persone che non avevano mai visto un suo spettacolo hanno percepito nella loro anima un sorriso e un arricchimento e questo è quello che la buona musica sa donare.

Artista e cantautrice specializzata nello studio e nella rielaborazione della musica popolare. Voce e percussionista (tamburi a cornice) del gruppo Ethnoclassic, affianca all’attività concertistica una formazione accademica rigorosa e un’intensa attività laboratoriale.
Iscritta al Dipartimento Musiche del Mediterraneo presso il Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, con specializzazione in chitarra battente. Soprano nel coro Collegium Musicum Almae Matris dell’Università di Bologna. Esibizioni al Roccella Jazz Festival (2019) e partecipazioni sul palco del Kaulonia Tarantella Festival. Esibizione al Teatro del Casinò durante il Festival di Sanremo 2020 e partecipazione a Casa Sanremo 2025. Collaborazioni Artistiche: al World Music quali Eugenio Bennato, Mimmo Cavallaro, Daniele Sepe e Otello Profazio (Saga del Cantastorie).
