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Sono trascorsi diciassette anni da quel tragico 16 ottobre del 2005, quando a Locri, nel giorno delle primarie della nuova formazione politica โ€œUnioneโ€ รจ stato ucciso Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria. L’omicidio era avvenuto nel lโ€™androne di palazzo Nieddu, su corso Vittorio Emanuele, nel centro di Locri, dove era stato allestito uno dei due seggi per le primarie. Fortugno, poco dopo le 17.30, stava parlando con alcune persone, quando un sicario si รจ avvicinato e gli ha esploso contro cinque colpi di pistola calibro 9.

A ricordare, come nei precedenti quindici anni, lโ€™uccisione sabato 15 ottobre, alle ore 10,00 presso la Chiesa di Santa Caterina sarร  celebrata una santa messa da sua Eccellenza Monsignor Francesco Oliva. La commemorazione si sposterร  subito dopo a Palazzo Nieddu, dove a cura delle istituzioni dello Stato sarร  posta una corona nellโ€™androne dove รจ avvenuto il tragico evento. La delegazione poi si sposterร  presso il cimitero della cittadina locrese, dove anche qui, davanti alla tomba di Fortugno sarร  deposta una corona da parte dei rappresentanti della Regione Calabria presenti alla commemorazione.

A Locri negli stessi giorni, migliaia di studenti scendono in piazza a manifestare contro l’uccisione del politico e a inneggiare e gridare la loro protesta contro la ‘ndrangheta. Da quelle manifestazione era poi nata lโ€™Associazione “Ammazzateci Tutti”.

Fortugno, appena colpito venne trasportato presso lโ€™Ospedale, dove perรฒ giunse cadavere. Quando รจ stato ucciso aveva 54 anni, sposato, padre di due figli, Fortugno era un medico specialista in chirurgia generale e medicina legale; primario in aspettativa al pronto soccorso dell’ospedale di, professore a contratto presso la facoltร  di Medicina dell’Universitร  di Catanzaro.

Il 21 marzo 2006, dopo 5 mesi di indagini, vennero arrestati i nove presunti colpevoli dell’omicidio: Vincenzo Cordรฌ, Domenico Novella, Antonio Dessรฌ, Gaetano Mazzara, Salvatore Ritorto, Domenico Audino, Carmelo Crisalli e Nicola Pitari, tutti di Locri. Ai primi quattro il provvedimento restrittivo venne notificato in carcere. Per loro le accuse andavano dall’associazione mafiosa all’omicidio e alla rapina a mano armata. In particolare, Salvatore Ritorto venne accusato di essere l’autore materiale dell’omicidio.

Il 21 giugno 2006 furono arrestati anche Alessandro e Giuseppe Marcianรฒ, padre e figlio, rispettivamente caposala e infermiere in un ospedale di Locri, accusati di essere i mandanti dell’assassinio di Francesco Fortugno. Il 30 maggio 2007 il movimento antimafia “Ammazzateci tutti” presentรฒ formale richiesta per costituirsi parte civile al processo, insieme alla Regione Calabria, alla Provincia di Reggio Calabria e al comune di Locri. Il 15 ottobre 2007 si suicidรฒ il collaboratore di giustizia Bruno Piccolo, uno dei due che avevano permesso di arrestare i presunti mandanti dell’assassinio. Il 2 febbraio 2009 la sentenza di primo grado nel processo per la morte di Fortugno condannรฒ all’ergastolo gli imputati ritenuti esecutori materiali: Alessandro e Giuseppe Marcianรฒ, Salvatore Ritorto e Domenico Audino. Il 24 marzo 2011 la Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria confermรฒ la sentenza di primo grado, condanna all’ergastolo per Alessandro e Giuseppe Marcianรฒ, padre e figlio, ritenuti i mandanti del delitto, Salvatore Ritorto, indicato come il killer, e Domenico Audino. Assolti invece per non aver commesso il fatto Vincenzo Cordรฌ e Carmelo Dessรฌ. Il 3 ottobre 2012 la Corte di Cassazione confermรฒ definitivamente le condanne all’ergastolo di Giuseppe Marcianรฒ, Salvatore Ritorto e Domenico Audino, annullando con rinvio per un nuovo processo la condanna di Alessandro Marcianรฒ, padre di Giuseppe. Il 17 luglio 2013 la Corte d’Assise d’appello di Reggio Calabria confermรฒ la condanna all’ergastolo per Alessandro Marcianรฒ. L’8 luglio 2014 la Cassazione rese definitiva la condanna.