Interamente immerso nel panorama culturale del museo archeologico di Locri “Epizefiri” si è svolto “EDIPO, IL DESTINO DI UN FIGLIO” un monologo presentato al pubblico in chiave psicanalitica, a cura della Psicoterapeuta Filomena Drago e con la partecipazione della voce narrante di Graziella Grande. La dottoressa Drago, già nota per la sua attività di scrittrice e protagonista di altri eventi culturali sul territorio della locride ha scelto la giornata del 4 ottobre per far riflettere, in tutti i presenti, delle importanti riflessioni sulla vita, il destino, ed altre tematiche venute fuori grazie al tema protagonista del monologo “EDIPO”, la famosa tragedia del poeta greco Sofocle; che propone la straziante vita di Edipo , un figlio votato a un fato inesorabile dall’ oracolo di Delfi.
Il suo, – sostiene Drago – è “Il destino peggiore che un buon uomo possa ricevere”, nato da una madre che venuta a conoscenza del destino del figlio, cerca di liberarsene fin dalla nascita per mezzo di un infanticidio commissionato a un pastore che, tuttavia decide di strappare il neonato dal braccio della morte e affidarlo a un’altra famiglia ed un altro destino. Il suo viaggio per ritrovare i genitori sarà segnato con l’avverarsi dell’oracolo: uccide il padre e mischierà il suo seme con la madre generando una prole, in maniera però, del tutto inconsapevole.

Il cammino pieno zeppo di orrori del protagonista, portano i presenti a interrogarsi su domande che, per quanto trattate da una tragedia così antica, sono più che mai attuali: Quanto destino c’è in ognuno di noi? Quanta è, la paura, limitante nella nostra vita?
“Non scegliamo il contesto dove nasciamo, non scegliamo le scuole e neppure i maestri, così come molto altro, tuttavia un destino che appare segnato può svoltare direzione all’improvviso per merito delle nostre scelte”. Vi invito a guardare – ha concluso la psicoterapeuta – ogni storia con il doppio orecchio: quello oggettivo della storia e quello della metafora, che rivela un’altra importante prospettiva della vicenda”.
Graziella Grande aggiunge un ulteriore tocco di profondità all’intero evento leggendo importanti passi tratti direttamente dalla tragedia scritta da Sofocle.

Stella Scicchitano, nata a Locri il 3 febbraio 2007, è una studentessa di Psicologia. Appassionata di scrittura e comunicazione, coltiva un profondo interesse per l’arte in tutte le sue forme. Ama mettersi alla prova con nuovi progetti, sviluppando competenze che mette al servizio degli altri con sensibilità e dedizione.
