Il Crocifisso dell’Addolorata di Gerace potrebbe aggiungersi al catalogo delle opere riferibili a fra Diego da Careri, figura di particolare interesse nell’ambito della scultura lignea francescana dell’Italia meridionale.
Ad avanzare la nuova ipotesi attributiva è lo storico dell’arte Attilio Spanò, che da tempo sta conducendo una ricerca sulla presenza francescana a Gerace e sulle testimonianze artistiche legate agli insediamenti dell’Ordine.
A rendere particolarmente suggestivo il nuovo percorso di ricerca è anche una notizia storica che lega direttamente fra Diego alla città. Al frate scultore viene infatti riferita la realizzazione di un Crocifisso per la chiesa di Santa Francesca Romana di Gerace, opera successivamente perduta e della quale non è oggi nota con certezza la sorte.

L’esistenza di un Crocifisso eseguito dal frate per una chiesa geracese non costituisce, da sola, una prova dell’attribuzione del Crocifisso dell’Addolorata, ma introduce un elemento storico di particolare rilievo: dimostra infatti che la produzione di fra Diego era giunta direttamente a Gerace e rende più concreta la possibilità di ricercare nella città altre testimonianze riconducibili alla sua attività.
La proposta di Spanò nasce da un articolato lavoro di confronto tra il Crocifisso conservato a Gerace e una serie di opere superstiti attribuite o ricondotte a fra Diego da Careri, presenti in diversi centri italiani, tra cui Badolato, Tropea, Acquaro, Mesoraca, Napoli, Roma e Dongo.
Lo studio ha preso in esame una serie di elementi formali ricorrenti: la struttura anatomica del corpo di Cristo, il modo di definire il torace e il costato, la costruzione della testa, la barba, la resa delle mani, la conformazione del perizoma e il particolare equilibrio tra intensità drammatica e osservazione naturalistica.
«Non siamo ancora di fronte a un’attribuzione definitiva – sottolinea Spanò – ma a un’ipotesi che ritengo meriti di essere verificata con attenzione. Alcuni elementi del Crocifisso geracese mostrano affinità significative con opere riferite a fra Diego da Careri. A questo si aggiunge un dato particolarmente interessante: sappiamo che il frate realizzò un Crocifisso destinato alla chiesa di Santa Francesca Romana di Gerace, opera poi perduta. La sua presenza artistica in città, dunque, non è soltanto ipotetica».
La questione appare particolarmente interessante anche alla luce del contesto storico nel quale il Crocifisso è inserito. Gerace fu infatti uno dei centri più significativi della presenza francescana in Calabria, e lo studio delle opere conservate nelle chiese e negli antichi complessi conventuali può contribuire a ricostruire una rete di rapporti artistici e devozionali ancora non del tutto indagata.
«Il problema attributivo – aggiunge Spanò – non può essere affrontato soltanto attraverso una somiglianza generale. È necessario verificare sistematicamente anatomia, trattamento del legno, soluzioni iconografiche e dettagli esecutivi, mettendo il Crocifisso di Gerace accanto alle opere certe o maggiormente attendibili del corpus di fra Diego. La notizia del Crocifisso perduto di Santa Francesca Romana costituisce, in questo quadro, un elemento storico che rende l’indagine ancora più significativa».
Proprio per questo la ricerca è ancora in corso e sarà accompagnata da un vero e proprio dossier comparativo fotografico.
I primi risultati saranno presentati pubblicamente nel corso del convegno dedicato al francescanesimo, che si terrà a Taurianova e Gerace nei giorni 24 e 25 ottobre, durante il quale Spanò illustrerà il percorso che ha condotto alla nuova ipotesi e i confronti sui quali essa si fonda.
Se confermata da ulteriori indagini, l’attribuzione potrebbe non soltanto aggiungere un nuovo tassello alla conoscenza della scultura francescana in Calabria, ma anche consentire di rileggere sotto una nuova luce la presenza e la fortuna dell’opera di fra Diego da Careri a Gerace.

Giornalista iscritto all’Albo professionale della Liguria dal 1985. Esperienze professionali presso Emittente Radiofonica Radio Sud La Cometa e presso Emittente Televisiva Teleradio Sud con sede in Siderno (R.C.). Redattore presso emittente radiofonica Novaradio (Milano) su comando per assegnazione di Borse di Studio dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato per: Corriere della Sera, Insieme (Ed. Rizzoli), Corriere Mercantile; Gazzetta del Sud.
Ha collaborato per le pagine Scuola del Secolo XIX. Attualmente iscritto nella sezione pensionati dell’albo dei giornalisti della Liguria e con l’Agenzia Giornalistica ABA NEWS
Dall’aprile del 2021 Direttore responsabile di INCIPIT SISTEMA COMUNICAZIONE con una linea editoria innovativa.
