I novant’anni da quando Cesare Pavese il 4 agosto del 1935, scese dal treno, in manette, nella stazioncina di Brancaleone Calabro. Lo scrittore piemontese nel paesino a ridosso del mare ionio vi fu confinato dopo alcuni mesi di carcere a Torino e a Roma, per attività antifascista. Non aveva ancora compiuto i ventisette anni di età. A Brancaleone Calabro, il paese davanti al mare, Pavese trascorse un intero anno, cercando invano di combattere il dramma dell’isolamento attraverso l’attività letteraria. «Sempre, come il primo giorno, – scrisse – mi sveglio al mattino con la puntura della solitudine». La casa dove visse Pavese oggi divenuta vero museo, sarà arricchita da un tondo in terracotta (diametro cm. 50) che riproduce l’interpretazione dello scultore Rosario La Seta dello scrittore Cesare Pavese confinato a Brancaleone. Il tondo è impreziosito dalla famosa frase che lo scrittore piemontese scrisse sugli abitanti di Brancaleone: “La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca”, sormontata dal tondo che sarà collocata nella parete esterna della dimora del confino, che si affaccia sulla SS 106.

Lo scultore Rosario La seta, ricorrendo il 90° anno del confino, ha inteso fare dono alla dimora che lo ha “ospitato”, di quest’opera creata appositamente per l’evento.

Rosario La Seta, con questa donazione continua ad affermarsi sensibile artista a quei personaggi, luoghi e simboli che hanno costellato la civiltà della Magna Grecia e non solo. Docente al Liceo Artistico di Siderno “I. Panetta” del Polo Liceale “Oliveti – Panetta” oltre a essere scultore è anche pittore di riconosciuto valore. La linea di demarcazione che lo distingue dai suoi colleghi è la profonda ricerca formale e spirituale legata alla materia e al territorio. Le sue opere spaziano dalla lavorazione del bronzo, nel quale viene considerato “punto di riferimento artistico”, a quella dell’utilizzo della tecnica “a cera persa”, la tecnica scultorea millenaria utilizzata per la lavorazione di opere in metallo. Sue opere sono installate in piazze, cattedrali, chiese e giardini non solo della Calabria.

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