Pochi luoghi possiedono la forza evocativa di Pentedattilo. Adagiato ai piedi della celebre rupe che ricorda una gigantesca mano, il piccolo borgo del comune di Melito Porto Salvo custodisce una storia secolare e un patrimonio unico che, dopo molti anni di abbandono, sta conoscendo oggi una nuova stagione. Dal 18 agosto questo percorso di rinascita entrerà in una ulteriore fase con Tra le mani di pietra, il Festival internazionale di arte urbana nel paese nuovo di Pentedattilo, che porterà nel borgo artisti provenienti da Italia, Messico, Cuba e altri contesti internazionali, chiamati a dialogare con la storia, la memoria e il paesaggio attraverso sette grandi opere murali. L’obiettivo non è soltanto recuperare edifici e spazi, ma restituire anima e futuro a un luogo che continua a esercitare un fascino potente su chi lo visita.

Un progetto che nasce dall’ascolto l’evento rappresenta uno dei momenti centrali di “Rianimare Pentedattilo”, il progetto di Azimut APS, in partenariato con il Consorzio Ecolandia e l’associazione Pro Pentedattilo, sostenuto da Fondazione Con il Sud e Fondazione CDP, l’ente no profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che animerà il borgo durante tutta l’estate con iniziative dedicate alla cultura e alla valorizzazione del territorio.

Dietro il festival non c’è soltanto un programma artistico, ma un percorso costruito con attenzione e sensibilità. La direzione artistica è affidata a Boris Veliz, artista visivo, muralista e scenografo formatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera, che ha sviluppato un concept nato da un lungo lavoro di osservazione, ascolto e confronto con il territorio e con la comunità locale.

Il masterplan immaginato da Veliz considera Pentedattilo un organismo vivente e sviluppa gli interventi lungo cinque grandi temi – Memoria, Tragedia, Migrazione, Natura e Futuro – affinché ogni opera dialoghi con le altre e contribuisca a raccontare l’identità del borgo in una chiave contemporanea.

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