Vera e propria festa quella che il Comune di Bovalino, con il sindaco Vincenzo Maesano ha annunciato per ricordare la memoria e l’identità di chi ha fatto di Bovalino una comunità viva, e in continua espansione.
Nella Sala consigliare della cittadina dello Ionio, si è tenuta infatti la conferenza stampa di presentazione del II Festival della Memoria e dell’Identità Bovalinese 2026, che si terrà il primo agosto in piazza Ruffo a Bovalino. Evento culturale organizzato dallo stesso comune, per celebrare la storia, i personaggi illustri e le radici della comunità locale. Sono stati presentati i nomi dei cittadini che sono rimasti nella memoria collettiva e che con la loro presenza hanno rafforzato il senso di appartenenza della comunità locale e che spesso vengono presi come esempi di laboriosità e attaccamento al proprio territorio.
Persone che con il loro lavoro, la loro passione, l’impegno civile in modo vivace, umile e laborioso hanno lasciato ricordi vivi nella mente e nel cuore di coloro che li hanno incontrati.
Con immenso riconoscimento, stima e commozione dei presenti, si sono ricordati i protagonisti di questo festival: Cosimo Meleca genio innovatore della cucina e titolare di una pizzeria, è stato un simbolo di ironia che con le sue battute pronte, la sua prorompente allegria ha fatto sorridere coloro che entravano nel suo locale. Gentile, mai volgare, salutava con il baciamano le signore. Francesco Garreffa professore mite, disponibile, accogliente sempre in ascolto dei ragazzi che incontrava nei suoi percorsi scolastici. Promotore di valori e principi fondati sul riconoscimento dell’unicità del singolo nel rispetto delle potenzialità del gruppo.

Peppe Platani musicista, chitarrista innovativo collaboratore con Sergio Enrico, ha suonato con Franco Battiato ed è stato cofondatore del gruppo Quartaumentata. Se chiudiamo gli occhi sentiamo ancora le vibrazioni della sua musica nelle pietre antiche del paese. Gentile, generoso pronto a condividere la sua passione artistica con chiunque lo incontrasse.
Enza Caruso ricordata come “a levatrici” ostetrica accogliente e gentile che ha supportato e accompagnato con ammirevole dedizione le nascite di generazioni di Bovalino, diventando un riferimento rassicurante per molte madri. Si è distinta per il desiderio di promuovere i parti in casa.
Antonio Zappia detto Totò, punta di orgoglio, nonostante le sue difficoltà è stato un prezioso riferimento per la scuola calcio dei ragazzi di Bovalino diventandone anche dirigente sportivo.
Francesco Clemente ricordato per la custodia del porto antico, per la collaborazione attiva nelle feste della Madonna Immacolata anche con le bande musicali. Si distingueva per la sua disponibilità costante nella realizzazione concreta di eventi. Persone che si sono distinte per la loro unicità, esprimendo il loro talento. Il loro motivo di essere al mondo, per se’ e per gli altri, nonostante abbiamo incontrato difficoltà non si sono mai arrese, ma sono diventate simbolo di resilienza. Il messaggio che ci lasciano è che le difficoltà non ci devono sopprimere, ma le difficoltà possono essere una forza in più. Persone collegate dal filo rosso immaginario il cui esempio resta vivo per ciascuno di noi.
Il Festival rappresenta un canto corale e armonico in cui nella semplicità di persone umili raccogliamo i valori di tessuto collettivo che ha bisogno di eventi espressivi e di aggregazione.

Gisella Trichilo è laureata in Scienze dell’Educazione. Giovane insegnante di scuola dell’infanzia ha una buona capacità comunicativa e una dedizione alla cultura e in particolare al mondo del giornalismo.
