“Il Presidente”. Quello che gli italiani ricordano con affetto infinito, torna a parlare di sè. “Il Presidente”, naturalmente è il Presidente di tutti gli italiani, ovvero Sandro Pertini. Organizzato dall’A.N.P.I. Siderno, in occasione dell’80° Anniversario della Repubblica Italiana” ed “Il Faro”, l’incontro ha avuto per tema “Sandro Pertini – Il grande Presidente, esempio di etica pubblica”.

Parlare di Pertini che, oltre ad essere un uomo della sinistra italiana, è stato Il Presidente della Repubblica Italiana, non è facile. Non perché la sua vita sia stata problematica, ma perché è stato un uomo che ha saputo coniugare ogni aspetto con atteggiamenti che hanno lasciato un segno altamente positivo e riconoscente, soprattutto per l’impegno politico. Non si tratta di un errore grammaticale, quindi, aver definito il, invece di un, Presidente della Repubblica. È stato il Presidente perché si è distinto sotto ogni aspetto: come uomo, come partigiano, come dirigente di partito e da Presidente, con un equilibrio mentale e politico da meritare la stima ed il rispetto di tutti. Rispetto riconosciuto anche dalla parte politica avversa. E tuttora è riconosciuto unanimemente come il Presidente che ha tentato una pacificazione nazionale.

Ha sempre dichiarato che gli uomini si riconoscono dalla rappresentazione morale non dal posto che occupano. Laureatosi in giurisprudenza nel 1923 ed in Scienze politiche nel 1924, pur essendo di spirito neutrale, durante la Prima Guerra Mondiale, fu chiamato alle armi distinguendosi per valore militare sul fronte dell’Isonzo e per questo gli venne conferita la medaglia d’argento al valore militare, consegnata nel 1985. Aderì al PSI ed è stato un energico oppositore del regime fascista. Nel 1925 fu condannato a otto anni di carcere per avere pubblicato un fascicolo contro il regime. Liberato partecipò alla Resistenza e da Dirigente del Comitato di Liberazione Nazionale esercitò tutto il suo carisma nella lotta partigiana senza mai trascendere in episodi di violenza politica.
Fu direttore dell’Avanti e senatore per il PSI dal 1968 al 1976. L’otto luglio 1978, con l’82 % dei voti è stato eletto settimo Presidente della Repubblica Italiana. Morì il 24 febbraio 1990 lasciando una eredità di integrità morale ed impegno civile mai riscontrati in tanti altri politici che si sono avvicendati sulla scena nazionale.
Dalla maggioranza degli Italiani è riconosciuto come IL Presidente d’Italia e ricordato come “Il Presidente galantuomo”.

Con queste premesse l’incontro di Siderno, ha rilevato ed evidenziato la vita, la storia e l’impegno politico di un uomo che ha saputo percorrere strade accidentate con la bussola della lealtà e dell’onestà sempre in mano.
Sono stati letti alcuni brani tratti dai suoi più importanti discorsi, arricchiti da celebri pensieri espressi nelle più importanti assisi internazionali.
Ci hanno pensato Giuseppe Oppedisano della Sezione A.N.P.I “Silvestra Tea Sesini” di Siderno, che nel suo intervento ha delineato la figura del Presidente Pertini con tratti molto importanti accostandolo a Filippo Turati in occasione dell’espatrio imposto dal fascismo che “era la negazione del pensiero”.
Anna Romeo dell’Associazione “IL Faro”, si è posta la domanda “Perché è stato eletto Pertini?” esplicitando la risposta facendo riferimento al sequestro Aldo Moro, quando in Italia si contrapponeva il duplice pensiero: trattativa si trattativa, no con le Brigate Rosse per liberare lo statista democristiano. Non è mancato un riferimento alla situazione sidernese, faro per tutto il comprensorio, per la presenza di una classe politica aperta e lungimirante. Ha ricordato la visita a Siderno del Presidente Pertini, accolto in Municipio dal Sindaco Brugnano.
Il giornalista Lo Presti, facendo riferimento a quando Sandro Pertini era Direttore del Il Lavoro di Genova, ha tracciato con forti linee la figura del Presidente, spaziando ampiamente nella sua vita, riportando eventi ed episodi poco conosciuti. Citando Piero Gobetti e Virgilio Condarcuri, per il quale “la vita è l’arte dell’incontro”, ha voluto annotare alcuni ricordi personali.
Angelo F. Macrì, chiudendo gli interventi, ha ricordato l’esperienza giornalistica di Pertini, prima dell’impegno politico rimarcando il fatto come da senatore della Repubblica, e successivamente da Presidente della Repubblica, abbia esercitato l’attività di raccordo tra cittadini ed Istituzioni. Per Pertini “Il Parlamento deve essere una casa di cristallo”.
Ha moderato e coordinato i lavori il già assessore alla Cultura Ercole Macrì

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