Sul grande schermo è arrivato l’atteso Odissea del regista Christopher Nolan. Un’opera accompagnata da tante polemiche ma, ambiziosa e affascinante. Molti assistendo sono tornati ragazzi, tra i banchi di scuola o hanno rivisto madri, padri, nonne che narravano ai più piccoli dei miti della Storia. Il grande cinema ci regala ancora una volta sogni e mondi vissuti attraverso le parole e oggi nelle immagini. Chi ha visto il film non si trattiene dall’esprimere il proprio parere e quanto ha vissuto nell’arco della visione. E’ il caso di Maria Rosaria Papaliaè di Siderno, insegnante della scuola primaria, che tornata a casa ha affidato ai social quanto vissuto qualche ora prima. E’ tornata bambina. Ha rivisto la nonna. In attesa di poter narrare.
Aspettavo quei pomeriggi con impazienza. Non vedevo l’ora che iniziasse a raccontarmi le avventure di Ulisse e, quando interrompeva il racconto, avrei voluto che non finisse mai.Prima ancora di incontrarlo tra le pagine dell’Odissea, Ulisse viveva già nella mia fantasia. Era l’uomo che affrontava il mare, sfidava il Ciclope, resisteva al canto delle Sirene, attraversava Scilla e Cariddi e, nonostante tutto, continuava a cercare la strada di casa.
Forse è così che i grandi miti entrano nella nostra vita.
Prima ancora di essere letture, sono racconti. Prima ancora di diventare sapere, sono l’amore di qualcuno che ce li affida con la propria voce.
Da ragazza lessi l’Odissea e scoprii che dietro quelle imprese si nascondeva molto più di un racconto epico.
Da adulta ho capito che Ulisse non è soltanto un eroe: è l’archetipo del viaggio,
del coraggio di partire,
dello smarrimento,
della tentazione
della resilienza e soprattutto, del ritorno perché Itaca non è soltanto un luogo, è quella parte di noi a cui, dopo mille deviazioni, desideriamo tornare.
Penelope è la fedeltà a ciò che ha valore, capace di resistere al tempo. Telemaco è la crescita silenziosa di chi, nell’assenza, impara a diventare adulto e a cercare la propria strada.
Guardando il film di Christopher Nolan, mi sono resa conto, ancora una volta, che i grandi miti non invecchiano mai. Cambiano il linguaggio, cambiano le immagini, ma continuano a parlarci con la stessa forza.
L’Odissea non racconta soltanto il viaggio di un uomo. Racconta il viaggio di ciascuno di noi perché tutti, prima o poi, affrontiamo un Ciclope che ci spaventa, ascoltiamo il richiamo di qualche Sirena, attraversiamo Scilla e Cariddi, perdiamo la rotta e cerchiamo la nostra Itaca.
Ed è forse per questo che, dopo quasi tremila anni, continuiamo a emozionarci. Perché Ulisse non ha mai smesso di navigare. Naviga nel desiderio di conoscere, nella nostalgia di casa, nella forza di ricominciare.
Naviga dentro ciascuno di noi.
Forse è questo il dono dei grandi miti: attraversano il tempo insieme a noi. Cambiamo noi, e cambiano anche loro. Ogni volta che li ritroviamo ci raccontano qualcosa di nuovo su di noi e, nello stesso tempo, ci riportano alle case dell’infanzia, alle prime meraviglie, alle voci che hanno acceso la nostra immaginazione.

Giornalista iscritto all’Albo professionale della Liguria dal 1985. Esperienze professionali presso Emittente Radiofonica Radio Sud La Cometa e presso Emittente Televisiva Teleradio Sud con sede in Siderno (R.C.). Redattore presso emittente radiofonica Novaradio (Milano) su comando per assegnazione di Borse di Studio dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato per: Corriere della Sera, Insieme (Ed. Rizzoli), Corriere Mercantile; Gazzetta del Sud.
Ha collaborato per le pagine Scuola del Secolo XIX. Attualmente iscritto nella sezione pensionati dell’albo dei giornalisti della Liguria e con l’Agenzia Giornalistica ABA NEWS
Dall’aprile del 2021 Direttore responsabile di INCIPIT SISTEMA COMUNICAZIONE con una linea editoria innovativa.
