“La storia di deportazione nella mia famiglia, l’attività in Aned e l’impegno nel Comitato Internazionale di Ravensbrück che presiedo, mi hanno fatto apprezzare questo libro così particolare. Particolare non solo per la scrittura di lettere immaginarie e nello stesso tempo così reali, ma anche perché, voglio sottolineare, scritto da un uomo. Lettere che raccontano una storia di resistenza e di coraggio, di amore e di speranza, di orrori e di paura, di dolore e di solidarietà. Lettere immaginarie ma profondamente reali, nelle quali ritroviamo, attraverso la scrittura di Barbarello parole di altre donne ugualmente arrestate e deportate perché resistenti.
La storia di deportazione nella mia famiglia mi hanno fatto apprezzare questo libro così particolare non solo per la scrittura di lettere immaginarie, e nello stesso tempo così reali, ma anche perché scritto da un uomo”
Il Presidente del Comitato Internazionale di Ravensbrück Ambra Laurenzi così si esprime nei confronti di Maurizio Barbarello, che ha scritto “Lettere di una prigioniera”.
Abbiamo incontrato Maurizio Barbarello, compagno di gioventù – bella – a Siderno in vacanza. Sabato 18, alle 21,30, nel giardino della Biblioteca Comunale “Armando La Torre” di Siderno, organizzata dall’Anpi, sezione Tea Tesini di Siderno, dall’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti), dall’Associazione Nazionale ex Internati e dall’Associazione “Amici Del Libro” e della Biblioteca – Siderno presenterà questo suo libro.

Maurizio qual’ è il corpus del tuo lavoro?
“Lettere immaginate scritte al marito di una deportata prima a san Vittore e poi a Bolzano fino al campo di lavoro femminile di Ravensbrück dove, tra torture, fatiche immani, fame e stenti e lavoro schiavo trova la morte poco tempo prima della liberazione, nel marzo 1945. La corrispondenza è supportata da descrizioni di chi è riuscito a sopravvivere e che descrive la protagonista, Antonia Frigerio Conte, come una donna fiera, convinta del proprio antifascismo e dignitosa fino alla morte.
E’ un argomento che richiama alla memoria”?
“Queste lettere “clandestine” – che rievocano una vicenda vissuta tra il fango, il freddo, le vessazioni e l’orrore nelle carceri fasciste e nei lager nazisti – rappresentano e ricordano un miracolo di volontà: il tentativo – umano e politico, generalizzato e diffuso fra i Deportati e le Deportate – di un essere umano di restare “persona” mentre l’intero apparato del Terzo Reich lavorava per ridurlo a “pezzo” (Stück)”.
Ti sei trovato di fronte a vicende che hanno avuto la forza di scuoterti e confermare il tuo impegno?
“Si. Un lavoro realizzato con passione – afferma Maurizio Barbarello – La scrittura, mai indulgente verso il dolore della protagonista; è una cronaca di una lotta contro gli aguzzini, nella consapevolezza di un progressivo disfacimento fisico che cerca comunque di preservare l’integrità morale, e la coscienza di “essere umano”. Il momento in cui le lettere si interrompono segna l’ingresso nell’oscurità assoluta”.
Maurizio, sei un insegnante in pensione e vivi, da quando ti sei trasferito dalla tua natia Siderno, a Milano. Cosa fai?
“Presto servizio come volontario nella scuola media di Vignate, dove da oltre un decennio segue dei ragazzi in difficoltà. Sono vicepresidente di ANED Milano, l’Associazione che tiene viva la memoria di tutte le deportazioni. Ogni anno incontro studenti di ogni ordine e grado per avviarli alla comprensione della complessa tragedia dei campi di concentramento. Accompagna gli studenti dei 9 Municipi a Mauthausen per un progetto che coinvolge ANED ed ANPI, i quali accompagnano il gonfalone di Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, alla più importante manifestazione internazionale, che celebra la liberazione dell’ultimo campo di concentramento”.

Giornalista iscritto all’Albo professionale della Liguria dal 1985. Esperienze professionali presso Emittente Radiofonica Radio Sud La Cometa e presso Emittente Televisiva Teleradio Sud con sede in Siderno (R.C.). Redattore presso emittente radiofonica Novaradio (Milano) su comando per assegnazione di Borse di Studio dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato per: Corriere della Sera, Insieme (Ed. Rizzoli), Corriere Mercantile; Gazzetta del Sud.
Ha collaborato per le pagine Scuola del Secolo XIX. Attualmente iscritto nella sezione pensionati dell’albo dei giornalisti della Liguria e con l’Agenzia Giornalistica ABA NEWS
Dall’aprile del 2021 Direttore responsabile di INCIPIT SISTEMA COMUNICAZIONE con una linea editoria innovativa.
