Sembra un mostro scappato da Villa Palagonia quello dalla cui bocca sgorga l’acqua, al centro della “Fontana del Verrino”, nel cuore pulsante di Zagarise, delizioso paese ai piedi della Sila Catanzarese. E conferisce un pizzico di inestricabile mistero a questo nuovo, dono, che lo scultore Luigi Verrino ha voluto fare al suo paese natale.

All’inaugurazione ci sono tutti, in Piazza del Popolo, all’uscita dei fedeli dal vespro, a due passi dalle statue degli emigranti, anche quelle firmate: Verrino. Celebrazione solenne e benedizione con il prete, il sindaco, i carabinieri, tutto il paese in festa. Don Pietro Pulitanó sottolinea il valore dell’opera d’arte di Luigi Verrino, esaltando la preziosità dell’acqua nel creato. E mette in rilievo la necessità di tutelare la fontana e proteggerla dai vandali, che spesso deturpano le opere d’arte, tra cui qualche imbecille che le imbratta con le bombolette spray. Raggiante, il primo cittadino Domenico Gallelli ringrazia il maestro Luigi Verrino “… per questo ulteriore regalo alla comunità, una fontana che dà movimento alla facciata dello storico edificio comunale di recente ristrutturazione, prossima sede di Guardia medica e Avis. Un’opera che arricchisce il patrimonio artistico di Zagarise, essendo la quinta fontana e la nona opera dell’artista Luigi Verrino, già nostro cittadino onorario”.
La Fontana del Verrino si colora di cobalto. Qualcuno volta le spalle e getta una monetina portafortuna, come a Fontana di Trevi.
Le ultime rondini serali sfiorano l’asfalto e percepiscono la nuova fonte d’acqua scrosciante. È sera. Si accendono le luminarie dai mille colori, di una volta; arriva musica, nell’aria zefiri di profumo invitante di salsiccie alla brace. La piazza è gremita, in festa. Tante le persone venute da fuori. Che gioia. E la festa continua, domani, Giovedì 9 Luglio, San Pancrazio (che per un errore dell’allora segretario comunale è il vero nome ufficiale di Verrino, che l’interessato ha scoperto solo quando ormai era grandicello, perché tutti lo chiamavano Luigi compresi i genitori) quando per l’occasione la gente dalle rive del Mar Jonio raggiunge per fede, devozione, divertimento e amore il borgo felice.
Questa è la vera Zagarise, di ieri e di oggi, gente buona, accogliente, perbene, operosa, ospitale, generosa. Uno degli ultimi borghi più belli d’Italia, autentici, quasi intatti, di una Calabria da (ri)scoprire! E quando ci vai, anche per la prima volta, ti senti a casa.

error: Non salvare ma condividi