Ha incarnato la rivoluzione e la lotta, quella partigiana in primis, vissuta con l’ardore dei giovani rivoluzionari che combattevano per la libertà. Ma lungo i suoi anni Pietro Ingrao, oggi non starebbe zitto, urlerebbe il suo dissenso, come fece nel XI congresso del partito Comunista del 1966 quando ebbe il coraggio di reclamare il “diritto al dissenso” di fronte alla linea assunta dalla maggioranza di partito. Quell’intervento fu uno dei suoi tasselli più importanti che lo posero come figura centrale e di ispirazione della minoranza del Partico Comunista. Da qui in avanti la costruzione di tasselli politici che lo portarono a conquistare la nomina a primo Presidente della Camera dei Deputati proveniente dal PCI dopo trent’anni dalla nomina di Umberto Trracini a presidente della Costituente. Si trattò di un atto storico, in un momento altamente pieno di tensioni politiche per l’Italia. Dall’altra parte la figura di Aldo Moro che tesse le fila affinché ci fosse un’apertura al dialogo, che Ingrao rispettò in tutte le decisioni politiche. Da quel giorno sono trascorsi cinquant’anni e viene ricordato con eventi e sentimenti di rispetto. Viene ricordato il partigiano, il politico, il giornalista, fu direttore dell’Unità, ma fu anche un attore mancato e un poeta poco conosciuto.

Ma chi era Pietro Ingrao? Fu un uomo di pace senz’altro, e fu un giovane che ebbe il coraggio di non restare indifferente a quanto accadeva e di fare una scelta proprio mentre il fascismo dissuadeva tutti dal farla.
Lenola, la cittadina che lui ha sempre frequentato, la sua famiglia possedeva una casa con un annesso podere, e che ha continuato a frequentare ed amare sino a qualche mese prima che andasse in cielo il 27 settembre 2015. Tutte le estati e ogni qualvolta aveva la possibilità, si rifugiava nel paese dove ritrovava gli amici e i compagni con i quali passeggiava e si intratteneva nella piazzetta al centro. La cittadina laziale ha accolto la sua eredità culturale e politica. Con più di seimila volumi donati alla Biblioteca Comunale ha potuto fondare un vero e proprio museo nel quale si trova la Storia e la cultura socio-politica degli ultimi due secoli, ma anche i suoi documenti, i suoi scritti, le registrazioni dei suoi interventi.

Davanti alla porta della Biblioteca – Museo c’è anche un pezzo di Calabria. Un bassorilievo dello scultore di origini roccellesi Saverio Coluccio che ha scolpito il volto di Pietro Ingrao per la targa del Centro Polivalente intitolato al deputato. (Vedi foto).Lenola con l’Associazione che porta il suo nome e retta dalla Presidente Marietta Conti ricorderanno i cinquant’anni dall’Elezione a Presidente della Camera, con una serie di attività presso il Centro Polivalente in Corso Emanuele III n. 3, il primo il 5 luglio alle 17:30. L’Associazione Pietro Ingrao, nata all’indomani della sua morte, porta avanti, ormai da diversi anni, numerose iniziative per ricordare la sua opera e le sue idee; per testimoniare alle nuove generazioni il suo pensiero.
Oggi Pietro Ingrao nelle parole dei suoi concittadini viene ricordato come l’uomo semplice, umile, che parlava con tutti, ma anche come il politico che seppe traghettare l’Italia verso il progresso e l’apertura politica, ma principalmente come l’uomo del dissenso.
“L’uomo che è stato capace di ascoltare e di farsi ascoltare; rimanere – scrive la Presidente dell’Associazione Marietta Conti – nei cuori di tanti perché aveva una visione diversa della politica, della Democrazia dal basso, della società, del lavoro. In un periodo storico molto, molto complesso e denso di grandi cambiamenti sociali: voto alle donne, voto ai giovani, la richiesta pressante e non più procrastinabile di diritti sociali, lui è stato capace di compiere scelte coraggiose che hanno lasciato il segno e, se viste e rapportate all’oggi, ci possono aiutare ad affrontare e capire il nostro presente”.

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