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Questo articolo è stato redatto con il supporto dell'Intelligenza Artificiale.

Alla sua undicesima edizione il programma per lo sviluppo rurale sostenibile che rivolge ai Comuni che intendono valorizzare e investire sul proprio patrimonio rurale, migliorando le buone pratiche ambientali ha assegnato alla città di Locri la Spiga Verde. Il concorso può ritenersi il fratello stretto del riconoscimento internazionale della Bandiera Blu, della FEE (Foundation for Environmental Education) che ha organizzato il bando.
Il programma nasce dalla collaborazione tra FEE Italia e Confagricoltura, con il supporto di enti istituzionali come il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle foreste, il Ministero per il Turismo, il CNR, ISPRA e Confagricoltura e ha visto premiare bel 97 comuni italiani sette in più rispetto ai 90 dello scorso anno.

Le Spighe Verdi 2026 sono state ufficialmente assegnate nel corso della cerimonia svoltasi a Roma presso il CNR, alla presenza dei sindaci dei Comuni vincitori. Dieci sono state le nuove entrate, ma anche tre le non riconferme a testimonianza di un sistema di valutazione rigoroso e in continuo aggiornamento. Il percorso prevede infatti, indicatori articolati in 67 criteri suddivisi in 16 macro-aree, che spaziano dalla gestione del ciclo dei rifiuti alla mobilità sostenibile, dalla tutela del suolo all’efficienza energetica.Il bando prevedeva un rapporto tra Comune, agricoltori e comunità locale che ha portato al successo di Spighe Verdi: Un programma flessibile e adattabile per promuovere buone pratiche ambientali in diversi contesti territoriali. Nel programma Spighe Verdi è centrale il ruolo che ha l’agricoltura nella difesa del paesaggio, nella tutela della biodiversità e nella produzione di alimenti di qualità. Il Comune, per ottenere la certificazione e il marchio Spiga Verde, deve autocandidarsi seguendo un protocollo in cui è prevista la rispondenza a criteri contenuti in diverse aree tematiche (acqua, energia, agricoltura, rifiuti, assetto urbanistico, tutela del paesaggio, ecc.). La candidatura è volontaria e gratuita e viene valutata da una Commissione di Valutazione nazionale che riunisce esperti provenienti da diversi enti pubblici e privati.

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