Una luminosa giornata di sole ha accolto ieri confratelli, autorità e partecipanti di varia provenienza geografica all’evento promosso a Roccella Jonica dalla Confederazione Internazionale Cavalieri Crociati Guardiani di Pace. Nella storica cornice della ex Chiesa Matrice San Nicola di Bari al Castello Carafa si è svolta una kermesse che a momenti ieratici ha unito intermezzi musicali e picchi di emozione segnati dalle solenni Motivazioni e Promesse pronunciate da Neo Dame e Neo Cavalieri durante la Cerimonia di investitura svoltasi sotto il segno della pace, della fratellanza e della tradizione cavalleresca.

La dott.ssa Susanna Fieromonte, psicologa e personaggio di spicco all’interno della Confederazione, nominata con l’occasione Priore della Provincia di Reggio Calabria, esprime le sue impressioni a caldo sull’evento che ha attivamente contribuito a organizzare: «Personalmente, a questa cerimonia io ci tenevo molto, proprio perché volevo far conoscere questo mondo anche nella provincia di Reggio, dove non si era mai tenuta una cerimonia di investitura. Questo perché, – precisa la dottoressa – le persone devono conoscere di che parliamo. Oggi è stato un momento di accoglienza. La nostra Confederazione si basa molto sull’essere presenti l’uno all’altro, sulla disponibilità, sull’accoglienza e la beneficienza. Noi utilizziamo queste giornate di Cerimonia di Investitura, dove entrano nuovi cavalieri e dame a far parte della nostra Confederazione, per darci nuove idee, nuovi propositi, per organizzare una rete di persone con professionalità e caratteri diversi, perché vogliamo fare in modo che anche in Calabria si possa formare una rete di professionisti e non, fatta di persone che abbiano cuore e creino rapporti di reciprocità. Non ci piace l’individualismo. Ci piace cooperare, stare insieme ognuno con le proprie idee. Questo non vuol dire che non ci possa essere alcun conflitto, però cerchiamo sempre di mettere pace. Noi nasciamo come Guardiani di Pace e quindi in qualunque cosa cerchiamo sempre di scendere a dei compromessi.

Il nostro obiettivo è creare una forma di rete sociale, culturale ed anche ecclesiastica, perché siamo molto legati alla Chiesa. Mi ha sempre affascinata la storia della cavalleria, dei Crociati e dei Templari e mi sono sempre rispecchiata nei suoi valori e principi. Oggi si vive molto di apparenza: dobbiamo essere tutti belli, tutti “in gamba” —tralasciamo qui l’argomento dei social su cui ci sarebbe molto da dire — invece l’importante per noi è aprire all’umanità, al cuore, e questo è anche l’obiettivo che mi pongo personalmente all’interno della Confederazione.»
La Cerimonia aveva una forte componente rituale, una forma di convivenza che fa difetto nella società di oggi, specialmente fra i ragazzi, che nelle cosiddette “società primitive“ vivono ancora i loro provvidenziali “riti di passaggio”, a differenza dei loro coetanei in occidente. Come commenterebbe il fatto che stamattina anche tre ragazzi hanno ricevuto l’investitura?

«Diciamo che i rituali calmano, quindi i rituali servono. Serve quella tradizione che s’è tanto persa. Io per questo sono, tra virgolette, una “tradizionalista moderna”. La ritualità serve a far capire ai ragazzi l’importanza che riveste l’altro. Vogliamo che i giovani non si perdano dietro a tutto questo digitale o all’intelligenza artificiale –che serve, però per me come psicologa sono importanti anche e soprattutto il rapporto umano, le relazioni. E l’impatto nei ragazzini è quello: nutrire la loro mente attraverso valori, principi e anche regole. I rituali non solo calmano ma ci aiutano anche a vivere meglio e a capire il rispetto dello spazio e del tempo dell’altro, che è importante.»
Cosa comporta per lei la nomina di Priore della Provincia di Reggio Calabria di cui è stata investita oggi a conferma del suo forte impegno verso la comunità?
È un ruolo che mi dà tanta responsabilità, perché non è semplice tenere unite tante teste. Il Priore dev’essere sempre attento ai bisogni dei vari cavalieri della zona, alle problematiche da loro riportate, o pronto ad organizzare qualche evento insieme. È un ruolo di coordinamento – conclude – ma anche di responsabilità per tenere unita tutta la Provincia. Per me tutto si riassume in una sola parola: Amore. Io dico sempre: sto bene solo se do agli altri, perché ricevi sempre –magari non ricevi dieci, ricevi cinque, però è bello darsi agli altri.»

error: Non salvare ma condividi