Anche la Calabria, e segnatamente la Locride, ha voluto festeggiare l’ottantesimo anniversario della Costituzione Italiana. Lo ha fatto il 2 giugno con l’alzabandiera in quasi tutti i centri del comprensorio e giorno 5 nei locali di Azulejos- Ymca di Siderno, con un Convegno dal titolo “2 Giugno 1946 nasce la Repubblica Italiana. Il voto in Calabria”, organizzato da Domenico Sorace del raggruppamento politico “Siderno 2030”, da Domenico Catalano di “La nostra missione” e Marcello Attisano del P.R.I. Col referendum istituzionale tenutosi il 2 giugno 1946 gli italiani, chiamati alle urne, scelsero tra Monarchia e Repubblica.

Tale data è diventata storica non solo per la scelta ma anche perché per la prima volta il voto venne esteso a suffragio universale coinvolgendo 13 milioni di donne, sancendo così un piano di parità elettiva con gli uomini. Il risultato fu 12.718.641 per la Repubblica e 10.718.502 voti per la Monarchia. Non mancarono le contestazioni ed i ricorsi ma il 10 giugno l’allora Corte di Cassazione ha proclamato il risultato del Referendum. Per quanto riguarda il comprensorio della Locride ha vinto la Repubblica nei seguenti Comuni: Agnana (231 Monarchia – 424 Repubblica); Canolo (384 – 556); Ferruzzano (370 – 639); Gioiosa Jonica (2500 – 4262); Grotteria (1206 – 2212); Mammola (1312 – 2505); S. Giovanni di Gerace (276 – 390); Siderno (2619 – 3964). A risultato acquisito, la notte tra il 12 ed il 13 giugno, l’allora Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, validando i risultati referendari, assunse pure le funzioni di Capo provvisorio dello Stato, agevolando la decisione del Re Umberto II a lasciare l’Italia per andare in esilio con destinazione Cascais in Portogallo.
L’esilio, volontario, si è concretizzato senza attendere il risultato del pronunciamento della Corte di Cassazione sui ricorsi presentati dai monarchici. Ricorsi, tutti respinti il 16 giugno dello stesso anno. Emblematica fu la prima pagina del “Corriere della Sera” che apriva con la foto di Anna Iberti, impiegata 24enne dell’Avanti che bucava la prima pagina del giornale con uno smagliante sorriso di soddisfazione per la netta vittoria. Da allora, quella pagina, è stata il simbolo per gli appuntamenti rievocativi dell’evento ed anche oggi è presente nel manifesto di convocazione alla manifestazione rievocativa proposta dai convenuti.
Domenico Catalano, portando i saluti del raggruppamento “La nostra missione”, ha focalizzato l’attenzione sulla partecipazione della Calabria al Referendum Istituzionale che ha avviato un complesso e significativo momento nell’aprirsi ad un futuro più moderno. Nel 1946 si è dimostrato come la Calabria si sia integrata nel destino nazionale più di quanto nell’immediatezza si potesse percepire. Da Domenico Sorace, di “Siderno 2030” è venuto l’invito a ricordare non solamente la ricorrenza ma anche la pagina più alta della partecipazione delle donne per il nuovo patto tra i cittadini e la Costituzione. Determinando così il riscatto delle Comunità locali. La partecipazione delle donne, poi, è un patrimonio da custodire e tramandare alle generazioni future.
I relatori: Antonino Romeo e Domenico Romeo, entrambi della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, hanno trattato l’argomento soffermandosi sul risultato referendario nelle nostre contrade e nelle nostre città. In particolare per Antonino, “l’evento è già memorabile e facendo riferimento all’articolo di Calamandrei, apparso sul Corriere della Sera tal titolo emblematico “Miracolo della ragione” ha rimarcato come in Italia si è passati alla Repubblica per “libera scelta di un popolo senza spargimento di sangue” con l’arma fondamentale del voto. “La Resistenza non è stata solo militare ma anche civile”. Domenico, invece, partendo dallo sbarco degli Americani, prima in Sicilia e poi in Calabria, ha messo l’accento sul movimento di popolo che si è registrato nella fase successiva la fine della seconda guerra mondiale, quando viene meno la presenza monarchica ed i Podestà vennero sostituiti dai Sindaci, di nomina Prefettizia, che gestirono non senza difficoltà la transizione.
Il saggista Rosario Scarfò, autore del libro “Correva l’anno 1946”, definitosi fotografo-ricercatore ha posto l’accento sui risultati delle consultazioni elettorali del 1946, soffermandosi in particolare su quelli della fascia jonica della provincia di Reggio Calabria. Con i suoi studi si è dedicato alla ricerca di dati per molti aspetti sconosciuti che non possono e non debbono essere dimenticati. Ha concluso i lavori Marcello Attisano, Dirigente del Partito Repubblicano Italiano, che ha fatto un ampio riepilogo di tutti gli appuntamenti più importanti che si sono registrati nel mondo già prima della seconda guerra mondiale, con riferimento a Hiroshima del 6 agosto 1945. Per quanto riguarda l’Italia, con il referendum si è scritto Repubblica ma si legge Democrazia. Per tutti, infine, la Repubblica è un bene da rispettare e conservare per tramandare alla future generazioni.

La figura di Giuseppe Panetta, scrittore e studioso sidernese, è legata ai Bronzi di Riace da un profondo lavoro di analisi storica, poetica e identitaria. Per Panetta, i due guerrieri non sono solo reperti archeologici, ma simboli viventi di una Calabria che rivendica la propria centralità culturale nel Mediterraneo. Già Direttore e fondatore del periodico Il Meridionale che ha permesso di elevare il dibattito culturale locale, unendo alla cronaca l’approfondimento storico e letterario. Panetta, attraverso le colonne de Il Meridionale, ha spesso esplorato l’identità calabrese, offrendo ai lettori spunti di riflessione che andavano oltre la notizia del giorno. Ha pubblicato: L’ Assedio di Castelvetere; I Bronzi di Riace (Quattro edizioni); Il ragazzo del pupazzo di neve; Fuori dal tunnel; I paesi della Magna Grecia; Il paese delle Ciavole (1* e 2° parte).
