Entusiasmo e manifestazioni di allegria tra gli alunni, i docenti, la dirigente Rosalba Zurzolo dei Licei Mazzini di Locri, le istituzioni presenti con Domenica Bumbaca, Assessore alla cultura e all’istruzione del comune di Locri, gli organizzatori prof.ssa Stefania Fiato, Referente Manifestazioni Culturali dell’Istituto, le collaboratrici prof.ssa Girolama Polifroni e prof.ssa Simona Romeo, la Direttrice del Museo e Parco Archeologico di Locri Epizefiri architetto Elena Trunfio, gli artisti e fotografi: Valentina Giovinazzo, Maria Teresa D’Agostino, Ilaria Commisso, Giuseppe Vottari, Giuseppe Cremona e Domenico Mendicino che hanno realizzato “Chiama le cose con il loro nome” all’interno del progetto Civitas 2025/2026.
Alla Biblioteca Glauco Incorpora di Palazzo Nieddu del Rio a Locri l’atto finale con l’esposizione dei lavori realizzati. Il tema scelto, per questa edizione, si basava su tre parole dal forte significato morale e civile: Linguaggio – Rispetto – Tolleranza in connessione del connubio tra fotografia contemporanea e archeologia. Gli organizzatori si sono proposti di guidare gli studenti ad affrontare la gestione dei sentimenti, attraverso l’uso consapevole della parola e della sua forza. Strumento per dimostrarla l’arte, che insegna agli alunni il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, anche quelle cose che ci imbarazzano e ci portano dolore.
“Questo progetto è stato molto interessante – ci dice Martina Pelle della V° DES – sia per le tematiche trattate sia per come vengono espresse attraverso la fotografia. Di questo percorso mi è rimasto particolarmente impresso il collage che abbiamo fatto.

È nato con l’intento di esprimere ciò che siamo o una parte di noi che tendiamo nascondere per paura del giudizio altrui. Tratta di cose a cui non riusciamo, per vari motivi, a dare un nome. Questo progetto ha catturato il mio interesse perché è stato un modo per prendere coscienza della realtà che ci circonda, di riconoscere quante cose vengono mascherate e anche per imparare ad utilizzare la fotografia e la creatività per esprimere ciò che si prova dicendo o rappresentando le cose per come sono, senza approssimare o sminuire ma piuttosto dando un nome preciso, come suggerisce il titolo del progetto stesso “Chiama le cose con il loro nome”.
Dai Workshop di fotografia artistica e dalle ore di lezione sono nate le foto e le costruzioni fotografiche degli alunni del Mazzini convinti che chiamare le cose col loro nome non significa nulla senza il contesto che c’è dietro. “L’atto di nominare le cose, di evocarle, di chiamarle a esistere è, – secondo ogni partecipante al progetto – soprattutto, una questiona di coraggio. Chiamare le cose col loro nome significa affrontare una sfida: parlare di ciò che ci sta veramente a cuore, trovando la forza di raccoglierci intorno al nostro mondo interiore e raccontare l’amore, la separazione, la gioia, il tradimento e cosa vuol dire essere un essere umano, un uomo, una donna, un figlio, una figlia, uno studente, un adolescente, un’anima in viaggio”.

Giornalista iscritto all’Albo professionale della Liguria dal 1985. Esperienze professionali presso Emittente Radiofonica Radio Sud La Cometa e presso Emittente Televisiva Teleradio Sud con sede in Siderno (R.C.). Redattore presso emittente radiofonica Novaradio (Milano) su comando per assegnazione di Borse di Studio dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato per: Corriere della Sera, Insieme (Ed. Rizzoli), Corriere Mercantile; Gazzetta del Sud.
Ha collaborato per le pagine Scuola del Secolo XIX. Attualmente iscritto nella sezione pensionati dell’albo dei giornalisti della Liguria e con l’Agenzia Giornalistica ABA NEWS
Dall’aprile del 2021 Direttore responsabile di INCIPIT SISTEMA COMUNICAZIONE con una linea editoria innovativa.
