
A leggere “Note di Preludio”, Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria 2025, raccolta di poesie scritte da Pasquale Violi, prof. Nelle scuole statali e nei corsi di formazione professionale, in pensione, ci si sente pervasi, in primis, da un fremito di orgoglio di appartenenza a questa provincia reggina, di cui l’autore è parte, per essere nativo di Platì, alle falde dell’Aspromonte, e residente a Bovalino, dove ricopre il ruolo di vicepresidente del Circolo C. “La Conca Glauca”. In secondo luogo, l’attenta analisi dei vari componimenti trasmette ai lettori un tale stato di quiete spirituale da rasserenare l’animo, rapiti anche dalla chiarezza ed incisività dei pensieri con cui l’autore, con garbo antico e finezza verbale, esprime le gioie ed i dolori del suo vivere. Le liriche, infatti, si presentano alla loro attenzione in un linguaggio semplice e sciolto, nella naturalezza del pensare comune, senza alcuna stranezza o snobismo, in un’alternanza di razionalità e di sentimento.

Le poesie del prof. Violi, in realtà, si succedono nel testo con religiosa puntualità, come fossero grani del rosario, in quanto poesia per lui equivale a divina missione ed è, appunto, per questa esigenza di ordine interiore e morale che egli divide i suoi componimenti in cinque centri tematici: Logos-patos, Infanzia negata, Universo donna, Eros-canto d’amore, Alla mia terra. Distribuisce, in tal modo, equamente la sua attenzione lirica tra la materia del suo libero canto. Allo scibile dell’infanzia negata dedica i suoi sensi di tenerezza e sgomento, ai bambini a cui hanno rubato i sogni e il “diritto di vivere le gioie della vita.” Nobili sensi di profonda umanità e solidarietà indirizza anche agli immigrati ed ai loro naufragi, triste epilogo per chi è fuggito “dalla fame e dalla guerra con gli occhi lucenti di speranza”, e medesimi sentimenti esprime nei confronti degli ultimi, dei barboni, dei rifiuti della civiltà, di coloro che vivono ai margini della storia, di cui, malgrado tutto, fanno parte. Con la stessa forza emotiva inneggia alla donna nelle varie fasi della sua vita, nella sua pari dignità di bambina, di donna e di anziana, comunque bella, nella gioia e nel dolore, presente nel tormento del mare, sfondo ad un tenero amore, “spiato dallo scoglio guardiano”. Plaude ai veri uomini, a coloro che non sono tali soltanto perché portano i pantaloni, ma a quelli che con “cuori tenaci come scogli resistono ai logoranti flutti delle maree della vita”.

I suoi versi sanno di orizzonti ionici, di ricordi mitologici, che alimentano i suoi sogni di uomo della Magna Grecia, avvinto “all’Aspromonte, “che si erge come aspro Olimpo”, in cui “troppo sangue bagna le zolle”. Si avverte, inoltre, tra le righe dei suoi delicati versi l’identificazione tra lui e la sua terra, come tra madre e figlio, “una terra raramente capita”, dei cui meriggi infuocati e gelidi venti è latore e “di cui si sente un pugno di questa argilla”, che in lui “si è fatta carne”.
Delicatezza di sentimenti, di tenerezza espressiva si coglie in un’anima che vuole vivere a dispetto di qualunque calunnia, in questa terra in cui i cupi lamenti di “torrenti invernali trascinano al mare le speranze di sempre”. Un’altalena, la sua, di gioia e tormento, di orgoglio di figlio e delusione di cittadino per una terra che stenta a crescere, presente e viva nelle sue belle ed intense poesie, sintesi di pura emotività lirica che affonda le radici nelle tracce della civiltà greca, alle cui sorgenti si nutre e ai cui miti di bellezza ed armonia s’ispira. E’, dunque, la sua poesia, per usare un’immagine che gli è cara, un aquilone leggero che inventa nell’aria festose figure, sale, volteggia e poi plana. Con questa interessante pubblicazione, preludio di maggiori affermazioni letterarie, il prof. Pasquale Violi non ha inteso impartire ad alcuno una lezione di vita, ma, piuttosto, dimostrare, a chiunque abbia un briciolo di sensibilità, che se si vive per qualcuno o per qualcosa, essa, la vita, ha davvero un senso.

Già docente di lettere negli Istituti Tecnici Rosa Marrapodi vive a Bruzzano Zeffirio dove è nata. Impegnata da sempre nel sociale alla passione per la poesia e la narrativa ha avuto quella per la politica concepita come impegno morale e civile al servizio della collettività. E’ stata la prima donna sindaco del suo paese eletta per due legislature direttamente dal popolo con la legge n° 81/1993. Nel 2002 il Consiglio Regionale l’ha eletta componente del “Progetto Donna”. L’Assessorato alle Pari Opportunità e l’A.C. “Anassilaos” di Reggio Calabria le ha assegnato la “Mimosa d’Argento 2024”. Ha vinto diversi premi di poesia e di narrativa nazionali e internazionali. Giornalista pubblicista. Ha pubblicato diversi libri di poesia e narrativa.
