Due ore. Due lunghissime ore di attesa con un trauma cranico a seguito di una rovinosa caduta per scivolamento all’esterno di un piazzale, che ha visto un cittadino riportare un serio trauma cranico. Il tempo infinito รจ stato necessario per far giungere un’ambulanza arrivata da Gioiosa Jonica senza medico a bordo e il successivo trasporto verso l’ospedale di Locri. Succede a Camini dove questโ€™ultimo episodio purtroppo non rappresenta un caso isolato, essendosi giร  verificate dinamiche simili anche in altri comuni del comprensorio.

L’episodio riaccende prepotentemente i riflettori sulle storiche, croniche e ormai insostenibili fragilitร  del sistema sanitario nelle aree interne della Locride. “Come Sindaco sono la massima autoritร  sanitaria del territorio ed รจ mio dovere intervenire davanti a fatti simili โ€“ dichiara Giuseppe Alfarano – non รจ nostra intenzione puntare il dito contro gli operatori del 118, che fanno miracoli con le risorse a disposizione. รˆ pur vero che, in altre occasioni, i soccorsi sono arrivati in tempi record e che diverse volte รจ stato provvidenziale l’ausilio dell’elisoccorso. Ma la salute dei cittadini delle aree interne non puรฒ essere legata alla fortuna o alla disponibilitร  momentanea di un elicottero. Nelle nostre zone la ‘Golden Hour’, l’ora d’oro per salvare una vita, rischia di diventare un miraggio se i mezzi ordinari su gomma devono arrivare esclusivamente dalla costa e senza personale medico.ย  Per questo proponiamo ufficialmente di attivare il progetto pilota dell’Infermiere di Famiglia e di Comunitร  per il Primo Soccorso”.

La dinamica dei soccorsi narra una vera e propria odissea: tra la prima chiamata e lโ€™arrivo sul posto del mezzo di soccorso ma priva di medico a bordo, sono passati circa centoventi minuti, a cui si รจ aggiunto il successivo, tortuoso trasporto verso l’ospedale di Locri lungo strade collinari e pesantemente dissestate. Un quadro drammatico che purtroppo non rappresenta affatto un caso isolato, ricalcando dinamiche identiche giร  registrate in altri comuni del comprensorio.

Questa volta il peggio รจ stato evitato solo grazie alla straordinaria catena di solidarietร  della comunitร  locale e, soprattutto, all’intervento provvidenziale di un’infermiera professionale del posto, Veronica Papandrea. Trovandosi fortunatamente a casa al momento dellโ€™incidente, la professionista รจ stata allertata dai residenti ed รจ accorsa immediatamente sul posto. La Papandrea ha prestato le prime cure d’urgenza e ha stabilizzato i parametri vitali del paziente, monitorandolo costantemente nel corso della lunghissima attesa del 118 e di fatto congelando una situazione clinica che rischiava di precipitare. Per il sindaco di Camini, Giuseppe Alfarano, il tempo delle semplici smentite o delle proteste formali รจ scaduto. Dal grave fatto di cronaca nasce oggi una proposta istituzionale concreta, rivolta all’ASP di Reggio Calabria e ai vertici della Regione, pensata come modello assistenziale per l’intero comprensorio della Vallata dello Stilaro e dell’intera Locride.

“Le risorse per coprire i costi della figura esistono giร  โ€“ precisa il Sindaco Alfarano โ€“ e vanno attinte dai fondi vincolati del PNRR per la medicina territoriale e dagli stanziamenti regionali per le Aree Interne. Non stiamo chiedendo nuove spese, ma di spendere i soldi dove servono davvero. Garantire la sicurezza sanitaria รจ il primo e piรน importante argine contro lo spopolamento dei nostri borghi. Su questo progetto chiedo l’unione di tutti i colleghi Sindaci della Vallata dello Stilaro e della Locride e pretendo un tavolo tecnico urgente con i vertici dell’ASP e della Regione Calabria”.
Il piano del Comune di Camini prevede l’istituzione e l’integrazione stabile sul territorio dell’Infermiere di Comunitร . Una figura qualificata, dotata di appositi kit salvavita e dispositivi di telemedicina di ultima generazione, direttamente interconnessa con la centrale operativa del 118.
โ€œIn caso di codice rosso nei nostri borghi collinari โ€“ spiega il primo cittadino โ€“ l’infermiere di comunitร  verrebbe allertato simultaneamente all’ambulanza. Vivendo e operando sul territorio, potrebbe raggiungere il paziente in pochissimi minuti, stabilizzandolo e prestando le cure salvavita nell’attesa del trasporto in ospedaleโ€.
Una soluzione a burocrazia zero e ad alto impatto che sfrutterebbe le competenze giร  presenti nei piccoli centri, offrendo un argine concreto all’isolamento sanitario di territori che non possono piรน essere considerati cittadini di serie B.

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