Il cinema italiano e la Calabria si prendono la scena internazionale al Salone del Libro di Torino. Nella giornata di chiusura della prestigiosa kermesse sabauda, i riflettori si sono accesi sul volume “Mario Gallo/Nel nome del Cinema”, pubblicato dalla Cineteca della Calabria in occasione del ventennale della scomparsa del produttore originario di Cosenza. L’opera, curata da Mariarosaria Donato e Marco Gallo, rappresenta il coronamento di un lungo e prezioso lavoro di recupero storico ed è stata presentata al pubblico dalla stessa Donato insieme al regista Eugenio Attanasio, Presidente della Cineteca. Per l’istituzione calabrese — ufficialmente riconosciuta come Istituto Culturale Nazionale — l’evento ha sancito anche un importante traguardo: dieci anni di presenza ininterrotta e costante all’interno del Salone Internazionale.
Il libro raccoglie scritti, fotografie e materiali del tutto inediti, arricchiti dalle testimonianze dei più grandi registi del nostro Paese. Ne emerge il ritratto umano e professionale di un uomo che ha attraversato la stagione più gloriosa del cinema italiano da protagonista assoluto e senza mai scendere a compromessi. Durante l’incontro torinese — introdotto da Imma Guarasci e da Giacinto Gaetano (responsabile del Sistema Bibliotecario Lametino) — si è approfondita l’evoluzione della figura del produttore cinematografico, evidenziando lo straordinario coraggio di Gallo. Un uomo capace di scommettere su pellicole destinate a fare la storia e a scuotere l’opinione pubblica, come il controverso e scandaloso “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, o di blindare capolavori dal valore immenso come “Morte a Venezia” di Luchino Visconti, arrivato subito dopo il difficile riscontro commerciale de “Il Gattopardo”. Tra le pagine del volume spiccano, per profondità e affetto, i contributi firmati da maestri del calibro di Marco Bellocchio (che con Gallo realizzò “Nel nome del padre”) e Marco Tullio Giordana (regista di “Maledetti vi amerò”).

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