In un ambiente accogliente e disteso e con la presenza in sala di una qualificata platea che ha seguito l’evento con viva attenzione, si è svolto ieri sera presso la sede del Circolo Culturale Conca Glauca di Bovalino un evento incentrato su due protagonisti veramente speciali: i bambini piccoli e i libri per bambini.
Il tema del convegno “Nati per leggere. La lettura precoce nei bambini” si riferisce a un programma sviluppato insieme all’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini, attivo in tutte le regioni italiane. Nato negli Stati Uniti e operativo in Italia dal 1999, il progetto si prefigge l’intento di promuovere la lettura ad alta voce rivolta ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni, ma anche più indietro nel tempo, come è stato più volte precisato dai due pediatri ospiti.

Il Dott. Mimmo Albanese nella sua introduzione ha lanciato un accorato appello ai papà, alle mamme e ai numerosi nonni e nonne presenti affinché si dedichino con passione al gesto d’amore che la lettura rivolta ai bambini rappresenta, poiché tali attività favoriscono lo sviluppo cognitivo della prima infanzia e contemporaneamente lo sviluppo delle capacità dei genitori di crescere insieme ai loro figli.Il Pediatra e Relatore Dott. Domenico Capomolla ha poi presentato con chiarezza ed empatia un lungo ed esauriente quadro dai molti risvolti scientifici, pedagogici e culturali, ponendo attenzione sia all’aspetto scientifico sia a quello socioaffettivo. Il titolo della sua relazione, solo apparentemente controintuitivo, ha aperto uno spiraglio su un nuovo campo basato sulle neuroscienze, nel quale il pediatra ha cominciato a interessarsi di libri per bambini. Insegnanti e bibliotecari gli hanno spesso chiesto il perché di ciò, ma come ha chiarito il dottore non si tratta un’invasione di campo: «Il motivo è che la società è cambiata. Sono cambiati i bisogni di salute e conseguentemente cambia il pediatra. Un pediatra di formazione come me 40 anni fa» ha aggiunto «era formato per curare le patologie d’organo, come la scoliosi e così via. Oggi la richiesta è cambiata perché le patologie si stanno spostando sempre più dal corpo alla mente e quindi noi pediatri dobbiamo curare non solo il fisico del bambino ma anche assicurarci che abbia uno sviluppo mentale corretto.»

Il Dott. Capomolla ha presentato i nodi principali di questa innovativa area di ricerca mediante diapositive digitali che hanno facilitato la comprensione dei concetti scientifici, come l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale (fMRI), una tecnica non invasiva che permette di osservare l’attività cerebrale in tempo reale e che si è rivelata molto utile nella ricerca cognitiva e neuroscientifica per lo studio del linguaggio, della memoria, delle emozioni e dei processi cognitivi. Ha infatti permesso, tra l’altro, di verificare il benefico effetto sul bambino dell’attenzione del genitore, che comunica al figlio un senso di protezione e cura. La relazione ha dato uguale peso ai fattori interpersonali e psicologici, come il concetto di regolazione emotiva favorito dall’ascolto delle storie e dalla manipolazione dei libri, anche grazie all’immediatezza delle fotografie e dei video inviati al pediatra dai familiari dei suoi pazienti, che hanno documentato con eloquenza la lettura ad alta voce come un agente di sviluppo familiare nel suo insieme.
I concetti da portare a casa sono stati ben delineati: la famiglia è il primo educatore, la scuola è il secondo, e l’ambiente di vita sano è il terzo. In definitiva, il bambino piccolo ha grandi potenziali di cui non siamo consapevoli e che possono sbocciare al meglio nella prima infanzia all’interno dell’alveo familiare. Il pediatra ha incoraggiato i genitori, sebbene stanchi e sfiduciati nelle loro capacità, a non delegare alla scuola o agli schermi digitali l’educazione dei figli. Ciò di cui il bambino ha bisogno, fin dal primo anno di vita e anche prima, sono le dimostrazioni di attaccamento materno, la familiarità, la complicità, la cooperazione e il gioco che provengono dal contatto emotivo e tattile con le persone che si prendono cura del suo sviluppo.
In definitiva, la conferenza ha rappresentato non solo un aggiornamento pediatrico ma anche una sessione di sostegno alla genitorialità, aiutando i neogenitori a comprendere il loro ruolo di primi educatori e ad assumersi la responsabilità del neurosviluppo del bambino come dono di amore ai piccoli uomini e donne di oggi, che domani avranno maggiore successo scolastico e maggiore forza per manifestare un mondo più felice ed equanime.
Il convegno è stato vivacizzato dalla conduzione del giornalista Aristide Bava e dai saluti degli altri intervenuti: Nino Fonti, Presidente dell’Associazione ospitante; Vincenzo Maesano, Sindaco di Bovalino; Ettore Lacopo, Presidente Lions Club di Locri; Cinzia La Scala, Presidente Lions Club Siderno; Caterina Origlia in rappresentanza di Rita Commisso, Presidente Fidapa di Siderno; Giuseppe Ventra, Coordinatore scientifico F. Lions (nominato con l’occasione Socio onorario di Conca Glauca); e infine il Presidente di Zona Lions Cosimo Caccamo e Vincenzo Mollica, Presidente di Circoscrizione Lions.

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