Ufficiale e formale l’intento di far sì che la Cultura sia uno strumento di benessere, complementare alle terapie farmacologiche tradizionali. Di questo anche la politica si è reso conto tanto che tra i ministri Alessandro Giuli Ministero della Cultura e Orazio Schillaci ministero della Salute è stato firmato un protocollo d’intesa volto a promuovere le pratiche culturali come strumento di benessere e vera e propria terapia. L’accordo punta a valorizzare e istituzionalizzare un fenomeno che in Italia vanta già radici profonde, come dimostrato dal decennale lavoro di ricerca del progetto “Cultura vs Disagio”.

Attivo dal 2013 con il sostegno del MiC, il progetto “Cultura vs Disagio” si occupa di censire e documentare le buone pratiche artistiche che intervengono nelle aree della fragilità. La visione proposta va oltre il semplice rapporto “cultura-salute”, abbracciando il contrasto al disagio nella sua accezione più ampia: le arti diventano strumenti per l’inclusione sociale e il superamento delle disuguaglianze, affiancando gli interventi sanitari ed educativi. L’Istituto ha finora censito oltre 4.000 iniziative su tutto il territorio nazionale, promosse in gran parte dal terzo settore e da istituzioni culturali. Di queste, 3.760 sono state analizzate nel dettaglio, rivelando una mappatura capillare degli interventi attraverso 391 iniziative che riguardano le malattie, 328 la disabilità motoria e 196 quella psichica.156 sono i progetti che affrontano i disturbi psichici e 108 intervengono sugli stati mentali a rischio. Spiccano i 770 interventi rivolti ai detenuti e i 612 dedicati a stranieri e migranti. Inoltre sono 268 iniziative contrastano il disagio causato dalle disuguaglianze di genere.

Il panorama artistico coinvolto è estremamente variegato. Al primo posto troviamo le pratiche interdisciplinari (878 iniziative), seguite per il teatro da 564 progetti. Per la Letteratura e Cinema: rispettivamente 517 e 516 iniziative. Per le Arti visive e plastiche: 356 e 89 interventi e per la Danza e Clowneria 61 e 44 attività censite. “In Italia esiste già una rete ampia e vitale di esperienze che utilizzano arti e cultura per ridurre solitudine, sofferenza ed esclusione. La sfida del nuovo protocollo ministeriale sarà proprio quella di saper valorizzare questo patrimonio diffuso, evitando di ridurre la cultura a una visione puramente “medicalizzata”, ma riconoscendone il ruolo centrale nella qualità della vita di ogni cittadino.

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