Avvocato Giuseppe Maria Gallo

“L’avvocato Giuseppe Maria Gallo è il discendente di due importanti famiglie calabresi, che hanno “creato” e compartecipato la storia della Regione Calabria e d’Italia. E’ un penalista di consolidata esperienza e fama internazionale, patrocinante dinanzi alla Corte di Cassazione e alle Magistrature Superiori. Con radici profonde a Siderno (RC), ma nato a Melito Portosalvo, ha sviluppato una carriera di rilievo presso le principali sedi giudiziarie italiane ed europee, distinguendosi per la gestione di casi complessi di malagestione amministrativa e frodi comunitarie. Vanta una competenza tecnica specifica in settori cruciali del diritto moderno: Diritto Penale dell’Economia e Europeo. Esperto in inchieste della Procura Europea (EPPO), con particolare focus sulla tutela di figure apicali e dirigenti pubblici coinvolti in procedimenti relativi ai fondi PNRR e finanziamenti UE. Reati contro la Pubblica Amministrazione. Specializzato nella difesa tecnica in processi per abuso d’ufficio, falso ideologico e indebita percezione di erogazioni pubbliche. Responsabilità degli Enti (D. Lgs. 231/01). Consulenza strategica per società e gruppi industriali nell’implementazione di modelli organizzativi. Reati Ambientali. Assistenza legale specialistica nel campo dell’impiantistica industriale e della gestione rifiuti. Grazie a una solida padronanza della lingua giuridica francese, l’avvocato opera abitualmente nel dialogo con le autorità giudiziarie sovranazionali. La sua attività si snoda tra le sedi principali di Roma, Torino e Imperia, estendendosi fino ai centri nevralgici della giustizia europea.

Amante di antiquariato, che condivide con la moglie, Lidia, impeccabile padrona di casa, i cui ricevimenti in occasione di eventi istituzionali in città, si fanno ricordare, e per la storia contemporanea, il Novecento in particolare. Suo bisnonno era Michele Calàuti, poeta romantico e scrittore. Dal libro del bisnonno è stato realizzato uno straordinario film: ‘Quel che resta’ con Franco Nero, Giancarlo Giannini e Luca Lionello.

Michele Bello, dei cinque Martiri di Gerace, era fortemente legato alla famiglia di Giuseppe Maria Gallo nella figura di Francesco Calàuti, il nonno: Senatore della Repubblica, Colonnello medico.

Tra le vicende che rendono, invece, la Calabria impopolare negli anni ’70, una fra tutte fu particolarmente insostenibile: l’agghiacciante attività dell’Anonima Sequestri, col papà dell’avvocato Giuseppe Maria Gallo che fu rapito.

La famiglia di origine è esempio di uomini e di donne molto forti, determinati. Figure la cui morale è di grande esempio. Anche per questo, e per le sue innate capacità, l’avv. Giuseppe Maria Gallo è diventato un penalista di grido, uno di quelli che definiamo “Principi del Foro”.

Molto convinto, inoltre, l’impegno sociale, con un particolare affetto per il suo club service, il Rotary “Genova Est”. Ambasciatore di Genova nel mondo. Insomma, una prestigiosa e complessa attività, la sua, fondata su solide radici culturali e storiche.

In questi giorni l’ennesima conferma. Un altro caso legale europeo di malagestione amministrativa che tanto rumore sta creando nel mondo amministrativo. Il penalista di fama internazionale è intervenuto sul mancato finanziamento PNRR per il biodigestore sulle colline di Taggia, in provincia di Imperia, divenuto caso della Procura Europea di Torino. Protagonisti della disputa legale il Presidente della provincia di Imperia Claudio Scajola, già ministro ai tempi del Governo Berlusconi, accusato di indebita percezione di erogazioni pubbliche e falso, Michele Russo, ex dirigente provinciale indagato insieme a Scajola e a Riccardo Demicheli, patron della società di consulenza Avalon Srl indagati per gli stessi reati.

La vicenda riguarda la richiesta di finanziamento, rivolta all’Unione europea, di 6,4 milioni di euro – attraverso il Pnrr – per la costruzione di un biodigestore sulle colline del Comune di Taggia.

L’avvocato Giuseppe Maria Gallo difensore di Russo è intervenuto con un dettaglio legale clamoroso: la società Avalon avrebbe predisposto la domanda di finanziamento nel febbraio 2022, prima ancora di aver ricevuto un incarico ufficiale dalla Provincia di Imperia. «La domanda è stata presentata da Demicheli quasi come fosse un privato cittadino», spiega il legale di origini sidernesi, sottolineando come Russo avesse avuto contatti minimi (solo due o tre incontri) con il titolare della società piacentina.

La difesa chiarisce inoltre la posizione gerarchica e funzionale di Russo all’interno dell’ente: “Russo era RUP del settore Ambiente, ma non il responsabile della pratica di finanziamento”. Il dirigente avrebbe saputo dell’esistenza della domanda di fondi solo a presentazione avvenuta, basandosi all’epoca su un progetto solo “di massima”.

Un punto chiave della difesa riguarda il rifiuto di Russo di richiedere l’anticipo del 30% sul finanziamento, nonostante gli fosse stato sollecitato.

“Russo ha concretamente condotto – conclude l’avvocato Gallo – alla revoca del finanziamento e ha ottenuto la restituzione di quasi tutta la somma pagata ad Avalon per la consulenza”. Elementi che, secondo la difesa, dimostrerebbero la totale estraneità del dirigente da ogni tentativo di indebita percezione di fondi pubblici.

In buona sostanza l’avvocato penalista Giuseppe Maria Gallo descrive un quadro che ribalta totalmente l’accusa su Russo. “Un quadro assolutamente idoneo a ritenere il Russo totalmente estraneo da ogni addebito, per avere concretamente condotto alla revoca del finanziamento relativamente al PNRR e alla restituzione della somma che all’Avalon era stata pagata a titolo di consulenza”.

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