Tra l’uccisione di Rocco Gatto, avvenuta a Gioiosa Ionica il 12 marzo 1977 e quella di Giovanni Losardo della sera del 21 giugno 1980 a Cetraro (CS) c’è una connessione che soltanto la memoria può far ritornare nel presente. Un presente che ricorda le due figure emblema della lotta contro la criminalità organizzata, in occasione della consegna del Premio “Rocco Gatto”, assegnato quest’anno alla regista e scrittrice Giulia Zanfino per la sua opera cine-musicale di impegno civile: il docufilm “Chi ha ucciso Giovanni Losardo”.

Il documentario scava nelle pieghe di uno dei misteri più fitti della cronaca calabrese: l’omicidio di Giovanni Losardo, Segretario capo della Procura della Repubblica di Paola, trucidato in un agguato a Cetraro nel 1980. Due killer in moto affiancarono la sua auto, spegnendo la voce di un uomo che aveva fatto del Consiglio Comunale la sua trincea contro il malaffare e le connivenze.

Nonostante il rinvio a giudizio di Franco Muto come presunto mandante, il processo si concluse con un’assoluzione con formula piena, lasciando il delitto senza colpevoli ufficiali, ma non senza verità storica.

L’opera di Giulia Zanfino è stata premiata per la capacità di alternare sapientemente materiale d’archivio, interviste e ricostruzioni. Secondo la commissione, la regista è riuscita a riportare alla luce la figura di un uomo che “infranse un muro di silenzio ed omertà”, dando voce a quella Calabria onesta che spesso resta ai margini delle cronache nazionali.

Particolarmente emozionata, Giulia Zanfino ha sottolineato l’onore di ricevere un riconoscimento intitolato a Rocco Gatto, il mugnaio di Gioiosa Ionica ucciso nel 1977 per essersi opposto al racket della ‘ndrangheta.

«L’idea di quest’opera nasce dal fatto che nessuno conosceva Giovanni Losardo — ha dichiarato la regista — Ho voluto tirare fuori racconti di vita dimenticati. Storie di persone coraggiosissime che non avevano paura di pronunciare la parola ‘ndrangheta in tempi in cui nessuno osava farlo. Spero che anche la figura di Rocco Gatto sia sempre più conosciuta qui a Gioiosa: è una figura fantastica e suggestiva».

Il premio ribadisce come il cinema d’impegno civile sia oggi lo strumento più potente per trasformare cronache polverose in semi di consapevolezza per le nuove generazioni.

error: Non salvare ma condividi