“Veniamo da lontano ed andiamo lontano”, era uno dei tanti motti che circolavano tra i militanti del Partito Comunista Italiano. Questa battuta, che trovava noi tutti convinti paladini, è stata riportata alla mia mente dal dolore della inaspettata morte del Compagno Cosimo D’Agostino. Una persona speciale, come caratteristico è stato il suo modo di essere e di agire dentro la comunità verso la quale era guidato da un alto spirito di servizio. L’incontro con il PCI è avvenuto quando ancora studente alle scuole superiori. L’impatto con la vita di tale Partito fu talmente intenso e coinvolgente che anche la nostra esistenza veniva profondamente condizionata. Una scelta di vita, era appunto l’essere e sentirsi Comunista.

In un Paese dominato dalle scelte di Governo della Democrazia Cristiana e profondamente condizionato dal capitalismo italiano, l’essere Comunista era voler dire e fare di tutto per creare le condizioni per un mondo migliore, non più fondato sulle ingiustizie e sulle disuguaglianze, oggi più che mai aggravate, ma sui valori che la nostra Carta Costituzionale ha ben delineato.
La militanza, quella fatta perché gli ideali erano diventati la guida indissolubile della vita, comportava sacrifici che gli altri neanche comprendevano.
Il Partito assorbiva la globalità delle scelte e degli impegni che non trovavano ostacoli o difficoltà che dovevano essere superate. Tantissimi sono i ricordi che mi legano a Cosimo e che ci hanno visti protagonisti per diversi lustri. Non c’era campagna elettorale se non si visitava l’intero abitato sidernese per massimizzare il consenso al Partito che veniva a volte dopo lunghe discussioni finalizzate al convincimento dell’elettore. Ed i risultati c’erano sempre se è vero che venivamo eletti al consiglio comunale con una massa di voti superiori a quelli necessari.
La festa dell’Unità ci prendeva settimane intere di lavoro per la preparazione e per lo svolgimento e tante erano le notti che non tornavamo nemmeno a casa per dormire. Non c’era domenica che non ci vedeva nel ruolo di venditori della stampa comunista ed il nostro giornale, di cui si andava fieri, aveva una larga diffusione che superava le centinaia di copie. Per sommi capi ho voluto tratteggiare la peculiarità del rapporto che Cosimo, assieme a tantissimi altri, ha avuto con la militanza nel Partito di Gramsci, Longo Togliatti e Berlinguer, sapendo quanto dolore ed amarezza gli ha riservato lo scioglimento del Partito. Dovevamo andare lontani ma ci siamo fermati per scelte errate di una classe dirigente che non ha saputo tutelare un grande patrimonio umano ed ideale.
Cosimo ha sofferto l’assenza di quel Partito che ci doveva portare lontano mentre cambiavamo il mondo; ha vissuto disagi profondi per la stessa fine del giornale comunista. Per Cosimo, che ha messo come guida del proprio essere gli idali comunisti, era impossibile la resa e l’impegno continuava per proteggere e tutelare la nostra Costituzione e difendere la Repubblica nata dalla lotta al nazifascismo.
Ha trovato nell’Anpi la possibilità di colmare un vuoto ed il suo rapporto con l’organizzazione dei Partigiani italiani ricalcava quei modi che l’impegno nel PCI gli ha reso congeniti. Non è vacua retorica affermare che l’umiltà e la generosità del Comunista Cosimo D’Agostino mancherà all’intera comunità ed a quanti hanno avuto l’onore di fare con Lui un lungo percorso di vita. Sappiamo che la morte porta via corpi e materia, ma sappiamo che nulla può di fronte ai ricordi che nascono da gesti che hanno lasciato segni indelebili nel cuore e nella mente di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. Sono convinto che nei tempi a venire risuonerà, per le strade della sua Siderno, l’appellativo “U Professuri Comunista”.
Addio Co!

Domenico Panetta è una figura centrale nella storia politica e tecnica della Locride. Ha ricoperto il ruolo di Sindaco di Siderno in una stagione di profondo cambiamento per la città. Ingegnere Civile. Iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria. Esperto in opere pubbliche, pianificazione urbana, infrastrutture e sicurezza sul lavoro. Ha guidato l’amministrazione comunale di Siderno (eletto nel 2001 e riconfermato nel 2006). Il suo mandato è ricordato per un forte impulso alla programmazione urbanistica e per il tentativo di modernizzare la macchina burocratica dell’ente. Leader storico del centrosinistra locale, è stato tra i fondatori e animatori di movimenti civici e partiti, mantenendo sempre un ruolo di riferimento critico e propositivo per la comunità sidernese.
