Cento anni dalla nascita, quasi cinquanta dal sacrificio, ma un esempio che non smette di parlare alle coscienze e che tutti ricordano come uno dei delitti più più cruenti della ‘nedrangheta, quello di Rocco Gatto. Un pensiero che si rinnoverà con il Premio a lui intitolato, che fonde cinema e musica per onorare la memoria del mugnaio assassinato dalla ’ndrangheta il 12 marzo 1977. L’edizione 2026 del premio, inserito nella cornice del FilMuzik Arts Festival, riveste un carattere di eccezionalità poiché coincide con il centenario della nascita di Rocco Gatto (1926–2026). Quello che oggi è un simbolo universale di dignità e resistenza, viene celebrato attraverso il linguaggio universale delle immagini e dei suoni.

Il successo del bando conferma la caratura del festival: sono state ben 99 le opere candidate, provenienti da 30 Paesi diversi. La giuria, coordinata dalla direzione artistica di Alberto Gatto, ha selezionato sei opere finaliste che spaziano dal documentario all’animazione, tutte unite dal filo rosso dell’impegno civile.
Dalla Polonia al Brasile, passando per le storie di resistenza meridionale e le lotte calabresi, i titoli selezionati sono: Light (K. Zabłocka), Chi ha ucciso Giovanni Losardo? (G. Zanfino), Medma non si piega (G. Palma), Libero dentro (G. A. Nuzzo), Fino alla fine Comites! (M. Marzolla) e Hip Hop Nation (L. Orisa).
L’evento, presentato da Pino Gagliano, si aprirà oggi, 12 marzo alle 18:30, con le prime proiezioni aperte al pubblico. Il 13 marzo sarà la volta dei lavori dedicati alla Resistenza e al sociale.
La giornata conclusiva di sabato 14 marzo inizierà al mattino con una matinée dedicata alle scuole, momento fondamentale per trasmettere ai giovani il valore della memoria di Gatto. In serata, dopo la proiezione del documentario su Giovanni Losardo e l’incontro con l’autore vincitore, il festival chiuderà in bellezza con il live cine-musicale di Kihm, Cyber Eutopia: Music from a Different World, un’immersione audiovisiva tra elettronica e immagini.

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