Un filo di seta prezioso, lungo secoli, torna a dipanarsi tra i vicoli del centro storico di Catanzaro, ma questa volta lo fa attraverso i colori della street art e il cuore dell’inclusione sociale. Venerdรฌ 13 marzo, alle ore 15:00, presso la sede della Cooperativa Sociale Dedalo in Piazza del Rosario, verrร  presentato ufficialmente โ€œStrade di vellutoโ€, un progetto ambizioso che promette di cambiare il volto di alcuni scorci cittadini e la vita dei suoi protagonisti.

Il progetto, finanziato dall’Amministrazione comunale di Catanzaro, e sostenuto dal Programma Nazionale METRO PLUS, per unโ€™operazione di restyling urbano. Al centro dell’iniziativa c’รจ un laboratorio creativo dedicato a giovani con sindrome di down e autismo. Saranno loro, affiancati da educatori professionali e artisti, a dare vita a opere diffuse ispirate alla gloriosa tradizione serica catanzarese, che tra il XVI e il XVII secolo rese la cittร  uno dei fulcri economici d’Europa.

A guidare questa “rivoluzione cromatica” sarร  Massimo Sirelli, artista catanzarese di fama nazionale, noto per la sua capacitร  di trasformare materiali e luoghi in racconti visivi. Sirelli coordinerร  il team creativo, traghettando i ragazzi in un percorso che trasformerร  il centro storico in una mostra a cielo aperto, dove la street art diventa linguaggio di riscatto e partecipazione.

Le opere non saranno casuali: ogni intervento artistico rappresenterร  un tassello di un itinerario urbano che toccherร  piazze e vicoli legati alla memoria dei velluti e della produzione tessile. Un contributo fondamentale alla ricostruzione storica sarร  offerto dagli studenti del Polo Liceale Siciliani-De Nobili, che durante la presentazione illustreranno le radici di questa nobile arte cittadina.

Alla presentazione interverranno, oltre a Guido Mignolli (legale rappresentante di Dedalo), lโ€™assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro, Donatella Monteverdi, e lo stesso Sirelli. L’incontro sarร  anche un momento di fondamentale confronto con le famiglie dei ragazzi coinvolti, per condividere gli obiettivi educativi e sociali di un percorso che punta alla rigenerazione non solo dei muri, ma della stessa fibra comunitaria.

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