Firenze, città d’arte e cuore del Rinascimento, ha ospitato “Terra che t’amo”, la trilogia personale di Carmela Mafrica, pittrice calabrese che porta nel capoluogo toscano i colori, le radici e la luce del Mediterraneo ionico.
Una preziosissima Collezione personale di brani pittorici è stata esposta, nel corso della stagione artistica, dalla Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti “Casa di Dante, diretta dal Presidente Franco Margari, che valorizza la ricerca espressiva offrendo agli artisti uno spazio di confronto e approfondimento.
Addentro alla bellezza storica di questo luogo, che si pregia d’arte e cultura, l’opera di Carmela Mafrica, socia del Circolo, non solo si inserisce, ma sembra generarsi dallo stesso battito, una pulsazione proveniente dalle profondità della terra.
“Terra che t’amo” non è un semplice titolo, ma una dichiarazione d’amore totale e consapevole.
È la ballata della materia e della luce, tra voci familiari, ricordi, nostalgie e attese di meraviglie.
Osservare una tela è come stare in punta di piedi sui versi di Alvaro, sull’orografia di un idillio o sull’epica del poeta della Tracia, e sentire il cuore della propria terra, sentendo, appunto, di appartenergli.

È una voce accorata che si fa colore, un’origine che si fa forma e materia, un canto silenzioso, ma potentemente evocativo:
“Siko tu turku Jalòto”, in greco-calabro, l’ultima opera esposta a Casa Dante, in occasione dell’inaugurazione “Insieme in arte”, “Euphorbia pulcherrima”, un acrilico su tela, proposto nella Mostra dei soci artisti “Mosaico d’arte”, e “La costa dei gelsomini” in esposizione durante “Incontri d’estate” Mostra dei soci, sono opere dirompenti, dove l’estetismo è permeato da una luccicante poesia e lo stretto astrattismo lascia spazio al figurarsi di gelsomini, rosse stelle di natale o succosi fichi d’india.
La pittrice intesse trame ruvide e gentili, componendo fascinazioni mediterranee. Stratificazioni e cromatismi diventano necessità espressiva: velature sovrapposte come sedimenti della memoria, impasti materici, accensioni improvvise di rossi e di gialli come canti antichi. Il colore non è mai semplice ornamento, ma sostanza viva, carne della tela, respiro profondo. Ogni superficie trattiene tracce, graffi, incisioni che raccontano il tempo e lo trasformano in visione.

Una potente e intensa bellavista attrae lo sguardo dei visitatori: dai tramonti sfumati dello Ionio alla rugosità delle pietre antiche, fino silenzio degli ulivi e all’intensità luminosa del sud.
Si è catturati da viste che non appaiono solo paesaggi fisici, ma si scorgono spazi viventi, grembi da cui nasce la pittura di Carmela Mafrica, e partoriscono la sua appartenenza.
Esporre a Casa di Dante significa, per Mafrica, un incontro di geografie dell’anima: la Calabria delle origini, di letterati, filosofi e poeti, e la città che ha visto nascere Leonardo da Vinci, Michelangelo e Botticelli. La sua opera è un incontro di storia e visioni contemporanee, che trova nel cuore di Firenze un quadro ideale per celebrare la bellezza della propria terra in un linguaggio universale.
Una voce intensa nella storia dell’arte italiana, quella di Carmela Mafrica, la cui incessante ricerca, lo studio e la sperimentazione la pongono in continuità ideale con grandi maestri del passato, dai pittori simbolisti e post-impressionisti fino alle avanguardie materiche del Novecento, pur conservando una identità profondamente personale.
Nella letteratura artistica Mafrica non si limita a narrare, ma con gesto deciso fa parlare la sua terra e la trasforma in sentire universale, divenendo un’artista autentica e autorevole nell’arte contemporanea.

Nasce e vive nell’area grecanica di Bova Marina, che ha inciso profondamente sulla sua formazione. Si laurea in Pedagogia, ad indirizzo filosofico, e dallo stesso anno insegna Italiano e Storia. Nel 2006 consegue una seconda laurea in Filosofia. Prosegue la formazione accademica presso l’Università degli Studi di Messina, frequentando la Scuola dottorale in Scienze Cognitive. È cultrice della materia presso la Cattedra di Storia delle Dottrine Politiche dell’Università di Messina, assistente del prof.re De Capua. Ha conseguito il titolo di giornalista pubblicista e ha collaborato con il giornale Deliapress, affiancando all’attività accademica e didattica l’impegno nell’ambito dell’informazione e della divulgazione culturale. È autrice del romanzo Stella del Madagascar.
