Passo in avanti per la realizzazione della ciclovia che dovrebbe unire Ionio e Tirreno. Non una striscia di asfalto o uno sterrato tra i boschi, ma un “ponte” di civiltà che attraversa il cuore della Calabria meridionale. La Ciclovia della Solidarietà compie un passo decisivo verso la sua realizzazione ufficiale. Il Comune di Cinquefrondi, in qualità di ente capofila, ha infatti inviato a tutti i sindaci del territorio la proposta di delibera e il Protocollo d’Intesa per la gestione condivisa di quello che si preannuncia come uno dei percorsi escursionistici più significativi della regione.

Il progetto, che unisce lo Ionio al Tirreno, è frutto di una sinergia profonda tra il Comune di Cinquefrondi, il Comune di Camini, la cooperativa Eurocoop Servizi e la Fcei (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), con il fondamentale sostegno finanziario dell’8 per Mille della Tavola Valdese.
L’iniziativa non punta solo al cicloturismo, ma a un modello di sviluppo etico. Già radicato nell’esperienza della cooperativa agroturistica Jungi Mare, il progetto si fonda su otto pilastri: dalla fruizione lenta del territorio alla biodiversità, passando per l’inclusione sociale e la tutela delle tradizioni locali. L’obiettivo dichiarato è legare un’accoglienza dignitosa al “diritto a restare” per i giovani e le comunità locali.

Il sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, ha già siglato il protocollo, invitando i colleghi primi cittadini a fare rete. «Questa Ciclovia – spiega il coordinatore del progetto Francesco Piobbichi – è il segno tangibile di una comunità che mette al centro la solidarietà. Insieme possiamo rendere la Calabria ancora più bella e accogliente».
Il Protocollo d’Intesa avrà una validità decennale, fino al 2034, garantendo stabilità e continuità. Gli impegni per i Comuni aderenti sono chiari: manutenzione costante del percorso, qualificazione dell’offerta turistica e coinvolgimento attivo di imprenditori agricoli, associazioni di accompagnatori e realtà del Terzo Settore.
L’itinerario mira a diventare un sistema integrato dove lo sport e l’escursionismo diventano strumenti di coesione sociale e di rilancio economico per le aree interne, spesso dimenticate dai grandi flussi. La sfida è lanciata: trasformare la dorsale calabrese in un laboratorio di mobilità sostenibile e di umanità.

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