Una nuova frontiera per la sanità calabrese parte da Siderno, dove al Grand Hotel President si è svolto il convegno scientifico che ha siglato ufficialmente l’alleanza tra il poliambulatorio MED Clinic GNR, struttura autorizzata dalla Regione Calabria, e il Gruppo Humanitas, punto di riferimento della medicina internazionale. L’iniziativa, che si attesta come una delle più rilevanti e partecipate degli ultimi anni, segna la nascita di un modello di assistenza unico in Calabria. L’obiettivo è ambizioso: garantire ai cittadini l’accesso a percorsi di cura di altissima complessità senza la necessità di affrontare i disagi dei lunghi viaggi della speranza in solitudine.

Il cuore dell’accordo risiede nella creazione di un canale privilegiato per i pazienti del territorio verso i poli Humanitas di Messina, Catania e Milano. La gestione delle patologie più complesse sarà d’ora in avanti coordinata attraverso consulti multidisciplinari settimanali, che si svolgeranno sia in presenza sia tramite teleconsulto. Questo permetterà di definire diagnosi e terapie condivise già nelle fasi iniziali, garantendo una continuità assistenziale che finora rappresentava una criticità per la regione. Non si tratta solo di grandi ospedali, ma di una sanità di prossimità. Il modello presentato dal professor Alessandro Repice, ordinario di gastroenterologia presso Humanitas University, prevede infatti una forte integrazione con i medici di medicina generale e i professionisti locali. Fondamentale sarà il ruolo dell’assistenza domiciliare integrata nel post-acuzie, realizzata in collaborazione con l’associazione infermieristica Alvise, per supportare il paziente direttamente a casa dopo il trattamento ospedaliero.

Il progetto dedica una sezione specifica alle fasce più vulnerabili. Particolare attenzione è stata rivolta ai pazienti in difficoltà economica e alla gestione dei migranti che approdano sulle coste calabresi, sottolineando come l’eccellenza clinica debba camminare di pari passo con l’etica e l’accoglienza. Alla presenza di medici, farmacisti e rappresentanti istituzionali, il convegno ha confermato la volontà di ridurre il divario sanitario regionale. «Questa collaborazione – è stato ribadito durante i lavori – non è solo un atto formale, ma un investimento sulla vita dei cittadini della Locride, che da oggi avranno un filo diretto con la migliore medicina nazionale».

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