“C’è un filo invisibile che lega gli scaffali della biblioteca comunale, nati nel 1960, ai sogni chiusi nei cassetti dei ragazzi di oggi. Quel filo porta il nome di Armando La Torre. Siderno sceglie di riavvolgerlo lanciando una sfida che sa di inchiostro e libertà: un concorso letterario che invita i giovani calabresi a trasformare il foglio bianco in uno spazio di rivoluzione creativa.”

Intellettuale raffinato, fondatore della Biblioteca Comunale nel 1960, docente e firma critica de L’Unità, La Torre torna a essere ispirazione per la sua città attraverso un’iniziativa che mette al centro i ragazzi della Calabria. Il progetto, finanziato nell’ambito del PAC Calabria 2014/2020 all’interno degli “Ateliers della cultura e della socializzazione”, mira a trasformare Siderno in un laboratorio narrativo d’eccellenza.
L’iniziativa si articola in due direttrici principali, entrambe focalizzate su racconti a tema libero: La Sezione Principale è riservata agli studenti delle scuole secondarie di Siderno, dai 14 ai 20 anni. La seconda Sezione Speciale aperta a tutti gli studenti residenti nella Regione Calabria, nella medesima fascia d’età. Il tutto per sottolineare come la cultura debba agire da ponte territoriale e non da confine.

Per illustrare i dettagli del bando, i criteri di partecipazione e le finalità pedagogiche, è stata indetta una conferenza stampa per venerdì 20 febbraio alle ore 12:00, presso la Sala del Consiglio Comunale.
L’incontro si aprirà con i saluti del Sindaco Mariateresa Fragomeni e vedrà la partecipazione emozionata dei figli dello scrittore, Mario e Serena La Torre, componenti del comitato scientifico. Interverranno inoltre Rosanna Lopresti (Responsabile Settore 2 Affari Generali) e Alessandra Tuzza (RUP del progetto Ateliers), figure chiave nella costruzione di questo percorso di valorizzazione del patrimonio immateriale cittadino.
Il premio “Armando La Torre” si propone come un presidio di riflessione. Chiedere ai giovani di scrivere un racconto significa offrire loro uno spazio di libertà e di costruzione dell’identità. Siderno, con questa scelta, non celebra solo il passato, ma interroga il presente, scommettendo sulla capacità dei talenti calabresi di raccontare il mondo con occhi nuovi e responsabilità antica.

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