Le aule del Liceo “Mazzini” di Locri si sono trasformate, nei giorni scorsi, in un laboratorio di cittadinanza attiva e solidarietà. In occasione della giornata dedicata alla lotta contro lo spreco alimentare, l’istituto ha promosso un’importante attività di sensibilizzazione che ha visto il coinvolgimento appassionato degli studenti delle classi seconde e del corpo docente. L’evento è stato una vera e propria lezione teorica, e realizzata al culmine di un percorso formativo volto a promuovere stili di vita responsabili e attenti al bene comune, pilastro fondamentale dell’Educazione Civica contemporanea.

Ad aprire i lavori è stata la Dirigente Scolastica, che ha evidenziato come la scuola abbia il compito di connettere i programmi di studio con le grandi sfide ambientali e sociali del nostro tempo.

“Contrastare lo spreco alimentare,” ha sottolineato la Dirigente, “significa educare al rispetto delle risorse, alla solidarietà e alla giustizia sociale.”

Subito dopo, la parola è passata alla Prof.ssa Laura De Fiores, referente per l’ambiente, che ha guidato il percorso didattico stimolando l’analisi critica dei dati sullo spreco.

I veri protagonisti della mattinata sono stati però gli studenti. Attraverso lavori multimediali, ricerche e riflessioni, i ragazzi hanno analizzato le cause sistemiche dello spreco di cibo e le sue drammatiche conseguenze sul pianeta. Non si sono limitati all’analisi dei problemi: gli allievi hanno presentato proposte concrete e buone pratiche quotidiane da adottare a casa e a scuola per invertire la rotta.

Di grande rilievo è stato l’apporto della Dott.ssa Valeria Trimboli, dell’Ambito Territoriale di Locri. Nel suo intervento tecnico e umano, ha approfondito il nesso inscindibile tra spreco alimentare, povertà e tutela degli ecosistemi. La Dott.ssa Trimboli ha lodato il Liceo Mazzini per il suo ruolo di “presidio educativo”, capace di formare cittadini che non restano indifferenti davanti alle disuguaglianze sociali.

L’incontro si è concluso con un messaggio di speranza e impegno: la consapevolezza acquisita oggi dagli studenti del “Mazzini” rappresenta il seme di un futuro più giusto e sostenibile, dove il cibo torna a essere considerato un valore e non un rifiuto.

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