Uscire dal buio del trauma e trovare una mano tesa, competente e gratuita. In Calabria la tutela delle vittime di reato fa un passo avanti decisivo con l’avvio operativo del progetto “Informazione e assistenza alle vittime: il diritto di comprendere e di essere compresi”. Una rete capillare di sportelli fisici e un numero unico regionale sono ora a disposizione di chiunque abbia subito un illecito, per garantire che nessuno debba affrontare le conseguenze di un reato in solitudine.
Il progetto, finanziato dal Ministero della Giustizia e attuato dalla Regione Calabria, nasce per abbattere le barriere della “vittimizzazione secondaria”: quel senso di smarrimento e frustrazione che spesso coglie chi, dopo un reato, si ritrova a rimbalzare tra uffici e procedure burocratiche complesse.

L’obiettivo è chiaro: offrire orientamento legale, supporto psicologico e ascolto qualificato. La forza dell’iniziativa risiede nella collaborazione strutturata tra le istituzioni (UIEPE, PRAP e Centro per la Giustizia Minorile) e il mondo del Terzo Settore, guidato dall’ATS Valentia APS insieme a partner come l’Associazione CAM GAIA, la Pro Loco Rosarno e la Cooperativa Sociale Kroton Community.
Presso ogni sede è operativa un’équipe multidisciplinare pronta a costruire percorsi personalizzati nel massimo rispetto della riservatezza. Gli sportelli sono aperti al pubblico ogni martedì dalle 14:30 alle 16:30 nelle seguenti città: Rende: Via Carlo Bilotti 45; Crotone: Via Mario Nicoletta 49; Catanzaro: Viale dei Normanni 149; Rosarno: Via Ospizio 17, Vibo Valentia: Via Fontana Vecchia 41. Per chi non può recarsi fisicamente presso le sedi o desidera un primo contatto informativo, è stato attivato un numero unico regionale: 0963 197 6607. In alternativa, è possibile inviare una mail all’indirizzo tuvire@associazionevalentia.it per richiedere indicazioni sui servizi o fissare un appuntamento.
Oltre all’assistenza immediata, il progetto apre le porte alla giustizia riparativa e alla mediazione, strumenti fondamentali per ricucire lo strappo sociale causato dal reato, con un’attenzione particolare ai casi più delicati e ai minori. Una sfida di civiltà che trasforma la protezione da concetto astratto a servizio reale, accessibile e vicino al cittadino.

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