Tra il Giorno della Memoria e il Giorno del Ricordo, Roccella Jonica sceglie di non limitarsi alla sola commemorazione, ma di costruire un percorso attivo di riflessione. Prende il via il ciclo di incontri “Il Ponte della Storia – La Pace non ha memoria”, un’iniziativa dell’Amministrazione Comunale che punta a trasformare le ferite del Novecento in una lezione attuale di responsabilità e dialogo.
Ideato dall’Assessorato alla Cultura guidato da Rossella Scherl, il progetto si articola su due parole chiave: ascoltare e lavorare. L’obiettivo è ambizioso: evitare che il ricordo diventi un esercizio statico, rendendolo invece uno strumento per disinnescare le polarizzazioni della società moderna.

Si inizia il 31 Gennaio: Sarajevo, la ferita aperta dell’Europa alle ore 18:00, presso l’ex Convento dei Minimi. Al centro della serata la lettura teatrale di “Appunti di cantina”, opera di Antonella Iaschi.
A trent’anni dalla fine dell’assedio di Sarajevo — il più lungo del XX secolo — le voci di Annalisa Giannotta, Marcella Mesiti, Nicola Procopio e Manuela Valenti riporteranno in vita il dramma bosniaco. L’autrice, che visse quel conflitto in prima linea come volontaria di Arci Solidarietà, dialogherà con l’Assessore Scherl per dimostrare come anche l’assedio più brutale possa, e debba, trovare una fine attraverso l’umanità.
Il 7 Febbraio, sempre alle ore 18,00 e al Convento dei Minimi: Il “Metodo Rondine”: un momento storico per l’istruzione calabrese. Verrà infatti presentato il progetto “Educare alla Pace – La Pace ci interessa”, che introduce per la prima volta in Calabria la sperimentazione del “Metodo Rondine” all’interno di una scuola superiore, l’IIS “Pietro Mazzone”. Il progetto mira a formare gli studenti alla gestione dei conflitti e alla prevenzione della violenza adolescenziale. Durante la serata verrà ufficialmente sottoscritto il protocollo d’attuazione alla presenza di autorità locali e regionali, tra cui il Sindaco Vittorio Zito e l’Assessore regionale all’Istruzione Eulalia Micheli.
“La nostra cittadina si propone come laboratorio innovativo di trasformazione sociale,” – dichiara l’Assessore Rossella Scherl – perché investire sulla formazione delle nuove generazioni è l’unico vero antidoto alla deriva di intolleranza che caratterizza questi anni.”

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