Ieri sera sabato 24 gennaio nel salone l’Episcopio della Diocesi di Locri-Gerace è stata la cornice ideale del convegno “A scuola di prossimità”. Si è respirato un clima di profonda condivisione fra tutti i partecipanti. L’evento, promosso dal MIEAC (Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica), ha saputo catalizzare l’attenzione di docenti, educatori e cittadini, trasformando una riflessione pedagogica in una vera e propria chiamata alla responsabilità collettiva.

Ad aprire i lavori è stato il saluto e l’intervento introduttivo del Vescovo, che ha richiamato l’importanza di un’educazione capace di farsi vicina alle persone, soprattutto a quelle più vulnerabili, sottolineando il valore della prossimità come cifra evangelica e come responsabilità ecclesiale e civile.

A introdurre i relatori è stata la prof.ssa Teresa Condò, Presidente diocesana del MIEAC, che ha presentato il senso dell’iniziativa, inserendola nel cammino educativo del Movimento e nel più ampio impegno dell’Azione Cattolica a servizio della scuola e della formazione integrale della persona.

Il primo intervento è stato affidato a don Luigi Vitale, Assistente nazionale del MIEAC, che ha accompagnato i presenti in un suggestivo percorso artistico. Attraverso l’analisi di dipinti appartenenti a diverse epoche storiche, don Vitale ha mostrato come l’arte riesca a raccontare, in modo potente e immediato, il volto di un’educazione che nasce dall’incontro e dalla vicinanza. Al centro della sua riflessione, la figura di Gesù, indicato come il vero “maestro di prossimità”, capace di fermarsi, guardare, ascoltare e prendersi cura dell’altro.

A seguire, l’intervento del prof. Giovanni Milazzo, Presidente nazionale del MIEAC, che ha declinato il tema della prossimità attraverso un ricco percorso letterario. Citando numerosi autori, con particolare attenzione a Corrado Alvaro, Milazzo ha evidenziato come la letteratura sappia intercettare i drammi, le speranze e le contraddizioni dell’umano, offrendo chiavi di lettura preziose per chi è chiamato a educare. La prossimità, in questa prospettiva, diventa capacità di comprendere il contesto, di abitare le domande, di non sottrarsi alle sfide del presente.

A concludere il convegno è stato l’intervento della prof.ssa Girolama Polifroni, Presidente diocesana di Azione Cattolica, che ha salutato i presenti con parole dense di significato:

«Viviamo un tempo che ci interpella profondamente come adulti, come educatori, come laici chiamati a stare nella Chiesa e nel mondo con responsabilità. Parlare di prossimità significa parlare di uno stile di vita, di uno sguardo che sa fermarsi, di una presenza che non passa oltre, di una scelta che mette al centro la persona e le relazioni…»

Nel suo intervento ha richiamato con forza il ruolo dell’Azione Cattolica come comunità educante, chiamata a non delegare ma ad assumersi in prima persona la responsabilità di generare speranza, custodire la vita e accompagnare i percorsi delle persone.

Il convegno si è così configurato come un momento prezioso di formazione e di comunione, capace di rilanciare l’impegno educativo dei laici cristiani, nella consapevolezza che educare alla prossimità significa, prima di tutto, imparare a stare accanto, con uno sguardo attento, mani disponibili e un cuore aperto all’altro.

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